Roma-Centocelle-Giardinetti: Le promesse stellari


Nonostante la Roma-Giardinetti sia un'invariante del PUMS promosso dall'Amministrazione, il nostro Comune ancora indugia nel riattivare la linea Centocelle-Giardinetti



Eppure le opzioni, in attesa del trasferimento della proprietà che sembra essersi arenato nuovamente, ci sono: un accordo quadro di programma, un co-finanziamento per rimettere in moto quel che c'è.

Puntare nella scommessa con lo Stato è necessario, affidarsi completamente ad essa è una imprudenza: qualora la linea Termini-Tor Vergata dovesse essere rigettata dal MIT, che ne sarà del trenino?

La domanda è: Perchè l'attuale Amministrazione pubblicizza come cosa già fatta una ferrovia tronca?

Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com


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Commenti

Anonimo ha detto…
Ai lettori interessati a conoscere la storia di questa sfortunata ferrovia, un tempo Roma-Genazzano-Fiuggi-Alatri-Frosinone e diramazioni, consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.tramroma.com/tramroma/rete_ext/sfv/sfv_ind.htm

Sempre a proposito di questa ferrovia: forse non molti sanno che la revoca della concessione del tratto San Cesareo-Fiuggi, nel 1987, avvenne in modo abusivo e giuridicamente inesistente. Fu infatti effettuato con un Decreto Ministeriale, mentre la soppressione di una ferrovia può essere effettuata solo con una apposita legge, previo accertamento dell'impossibilità di procedere al suo risanamento. Ma da noi tutto è possibile, e siccome la si voleva chiudere a tutti i costi, in qualche modo lo si doveva comunque fare.
Anonimo ha detto…
Purtroppo l'errore fu quello di voler chiudere questa ferrovia nella tratta extraurbana anzichè mantenerla e, progressivamente, ammodernarla. Ed i progetti per farlo c'erano, a fronte però di una mancanza di volontà specialmente politica. La domanda di trasporto tra Roma e Fiuggi ci sarebbe stata e come con un radicale ammodernamento della ferrovia, la quale avrebbe potuto fungere, stante anche il bellissimo percorso panoramico sul monte Scalambra (chi scrive lo ha percorso e lo ricorda bene), nei pressi di Acuto, anche come ferrovia turistica collegante la Capitale con Fiuggi, importante centro termale. La Svizzera è piena di ferrovie con caratteristiche simili a quelle di questa, ed hanno sempre un notevole successo di pubblico; purtroppo, da noi vige una mentalità più provinciale ed individualista, volta sempre a privilegiare il trasporto privato anzichè quello pubblico, e questi sono i risultati. Le ferrovie a scartamento ridotto, poi, sono sempre state viste in Italia, salvo poche eccezioni, come un qualcosa di vetusto e superato, mentre non è affatto così. Poi, nella tratta urbana, si è pure voluta realizzare la metro C su un percorso analogo a ciò che resta della ferrovia, anzichè aggiungersi almeno in parte ad essa su un tracciato distinto, mandandola per esempio a Tor Vergata. Se fosse avvenuto così, si sarebbe avuto un arricchimento del patrimonio di infrastrutture su rotaia; invece no, si fece lo stesso discorso che fu fatto, anni fa, con la metro A, che si è "mangiata" ciò che restava del tram dei Castelli anzichè aggiungersi ad esso su un percorso differente (ed era inizialmente previsto così). Poi ci si lamenta che Roma ha poche linee su ferro: e certo, ma la colpa è anche di scelte sbagliate come queste dianzi citate.
Anonimo ha detto…
Eccovi un link ad una serie di fotografie inerenti la ferrovia Roma-Fiuggi come era un tempo:

http://www.photorail.it/phr2-le%20concesse/roma_fiuggi.htm