#MetroForDummies – Perchè brucia l'elettrico?
La notizia del minibus in fiamme nel Centro di Roma ha già fatto il giro di tutta Italia, finendo sui tg e le testate nazionali.
A cura di
Trenino Blu
23 maggio 2019 14:09
Di @m4rtux
Ma come è dunquepossibile che un autobus nuovo si guasti nel giro di 10 giorni?
Trattandosi, appunto, di un mezzo nuovo è plausibile parlaredi un guasto “infantile”, un difetto di revisione che si presenta in “giovaneetà” (come gli infanti, che camminano con difficoltà perché devono imparare acoordinarsi).
La vettura 653 è la stessa che il 18 maggio scorso (a soli 5giorni dalla messa in servizio e 5 giorni prima dall’incendio odierno) si eraspenta in corsa durante il normale servizio: il campanello d’allarme quindic’era!
Cosa può prenderefuoco in un autobus elettrico?
Dalla fisica di base è noto che il passaggio di corrente producecalore secondo la legge di Joule.
L’elemento più esposto a questo incremento ditemperatura è indubbiamente la batteria, che contiene il “carburante”elettrico.
I moderni pacchi a litio sono tuttavia dotati di un BSM (batterymanagement system), che attraverso una serie di sensori, tra cui un termometro,trasmette informazioni in tempo reale sullo stato della batteria: in caso disurriscaldamento il modulo entra automaticamente “in protezione”, limitandol’assorbimento di potenza e la velocità del veicolo.
Pertanto è improbabile che il fumo si sia originatodirettamente dalla batteria.
Un’ipotesi alternativa plausibile è che si sia allentato uncontatto, una bullonatura, a causa del manto stradale disconnesso: il 18 maggiopotrebbe aver portato alla messa a terra del circuito, che ha scaricatoistantaneamente la batteria, il 23 maggio l’esposizione delle parti in plasticaal calore del flusso elettrico avrebbe portato al fumo, senza fiamme libere.
Chiaramente le nostresono semplici ipotesi: solo una perizia dell’Atac potrà rispondere inmerito alle cause precise del guasto.
Il punto è chebisogna ragionare ed indagare quando avvengono incidenti di questo genere,piuttosto che imbracciare l’idea del complotto o godere del fallimento di un servizio.
Ora che gli autobus disponibili sono scesi da 5 a 4 unità,su un fabbisogno di 3 vetture per la linea 119, le ripercussionisull’affidabilità della linea saranno inevitabili: non sarebbe stato meglioattendere di avere a disposizione qualche altro autobus di riserva tra i 25 inlavorazione prima di riattivare il 119?
Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni [email protected]
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La notizia del minibus in fiamme nel Centro di Roma ha già fatto il giro di tutta Italia, finendo sui tg e le testate nazionali. Tra chi sogghigna di fronte all’ennesimo fallimento del nostro trasporto pubblico e chi invoca in pubblica piazza (digitale) al “gombloddo” universale contro la Sindaca, vorrei riportare un po’ di chiarezza rispetto a questo apparentemente inspiegabile episodio di autocombustione.
Innanzitutto è bene ricordareche, nonostante i minibus in questione risalgano al lontano 2006, questi mezzisono stati oggetto di una profonda revisione, un revamp, che ha comportato laricostruzione quasi integrale dell’apparato elettrico.
Al 2006 quindi risale solo iltelaio, la scossa ed altri piccoli elementi che, sebbene importanti, nonrappresentano evidentemente un elemento di rischio rispetto all’innescodell’incendio.
Ma come è dunquepossibile che un autobus nuovo si guasti nel giro di 10 giorni?
Trattandosi, appunto, di un mezzo nuovo è plausibile parlaredi un guasto “infantile”, un difetto di revisione che si presenta in “giovaneetà” (come gli infanti, che camminano con difficoltà perché devono imparare acoordinarsi).
La vettura 653 è la stessa che il 18 maggio scorso (a soli 5giorni dalla messa in servizio e 5 giorni prima dall’incendio odierno) si eraspenta in corsa durante il normale servizio: il campanello d’allarme quindic’era!
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Cosa può prenderefuoco in un autobus elettrico?
Dalla fisica di base è noto che il passaggio di corrente producecalore secondo la legge di Joule.
L’elemento più esposto a questo incremento ditemperatura è indubbiamente la batteria, che contiene il “carburante”elettrico.
I moderni pacchi a litio sono tuttavia dotati di un BSM (batterymanagement system), che attraverso una serie di sensori, tra cui un termometro,trasmette informazioni in tempo reale sullo stato della batteria: in caso disurriscaldamento il modulo entra automaticamente “in protezione”, limitandol’assorbimento di potenza e la velocità del veicolo.
Pertanto è improbabile che il fumo si sia originatodirettamente dalla batteria.
Un’ipotesi alternativa plausibile è che si sia allentato uncontatto, una bullonatura, a causa del manto stradale disconnesso: il 18 maggiopotrebbe aver portato alla messa a terra del circuito, che ha scaricatoistantaneamente la batteria, il 23 maggio l’esposizione delle parti in plasticaal calore del flusso elettrico avrebbe portato al fumo, senza fiamme libere.
Chiaramente le nostresono semplici ipotesi: solo una perizia dell’Atac potrà rispondere inmerito alle cause precise del guasto.
Il punto è chebisogna ragionare ed indagare quando avvengono incidenti di questo genere,piuttosto che imbracciare l’idea del complotto o godere del fallimento di un servizio.
Ora che gli autobus disponibili sono scesi da 5 a 4 unità,su un fabbisogno di 3 vetture per la linea 119, le ripercussionisull’affidabilità della linea saranno inevitabili: non sarebbe stato meglioattendere di avere a disposizione qualche altro autobus di riserva tra i 25 inlavorazione prima di riattivare il 119?
Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni [email protected]
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