Il Pungolo – #LaTracotanteMetrovia

Il Pungolo – #LaTracotanteMetrovia


È ormai da un anno abbondante che “Metrovia – L’idea che muove Roma” è entrata nell’ambito dei comitati civici e nell’immaginario collettivo romano



L’idea, sviluppata dall’Arch. Paolo Arsena e dal suo team, è infatti divenuta presto molto popolare tra i cittadini, sospinta anche da una resa grafica di massima precisione e forte impatto.

La Metrovia si propone di trasformare in metropolitane i servizi di Ferrovie Locali (FL) di Roma, e si è aggiornata nel tempo con l’inserimento del prolungamento della Roma-Lido a piazzale Flaminio, vari allungamenti delle metropolitane, la chiusura dell’anello ferroviario, la rete “Metrotram”.

Più che mettere in discussione per l’ennesima volta la proposta, della quale, è bene ricordare, ne riconosco la bontà ma ritengo sia piuttosto poco aderente coi reali bisogni della città, oggi intendo pungolare l’atteggiamento con il quale Metrovia si è sempre posta nei confronti dei comitati sulla mobilità “colleghi”, compresa questa pagina.

Già alla nascita la proposta si fregiava dell’essere l’unico modo intelligente per spendere i finanziamenti su Roma, di contro alle “dispendiosissime metropolitane ipogee”. 

Altresì in origine il tono delle risposte alle critiche, che obiettavano principalmente sull’inopportunità di tagliare i servizi extraurbani alle porte di Roma (ad esempio chi prendeva il treno da Tivoli non sarebbe arrivato più direttamente a Tiburtina, ma sarebbe dovuto scendere a Lunghezza, per poi prendere un altro treno di metrovia), furono combattute, almeno a mio avviso, in maniera piuttosto superba.

L’intelligenza sta tuttavia nel saper cambiare le proprie convinzioni, recependo le osservazioni del prossimo: il team di Arsena, nonostante i modi, fu bravo nel modificare nella versione 2.0 il troncamento radicale i treni “fuori Raccordo” e permettendo ad alcuni servizi di lunga percorrenza di proseguire verso Termini, Tiburtina, Ostiense.

La suddetta versione 2.0 fu presentata nel PUMS, vincendone il primo posto (o secondo, se si considera che la metro C fu proposta più volte). Sia questa vittoria, che l’ingiusto oscurantismo che il Campidoglio riservò ad Arsena, contribuirono tuttavia a creare una seconda ondata mediatica che, non penso, fece bene al dialogo che si stava faticosamente aprendo tra Metrovia e gli altri comitati.

Figlia di questa esposizione mediativa è stata il “Metrotram”, proposta per molti versi peggiore della precedente: linee tram in superficie oltre 20 km (con tempi giro improponibili da capolinea a capolinea), demolizione del filobus a Roma (sia quello della Nomentana, che quello non ancora inaugurato della Laurentina!), nessuna indicazione su dove posizionare i depositi di questa seconda nuova enorme rete.

Inspiegabilmente proposte più ragionevoli e condivise largamente, come il tram Termini-Vaticano-Aurelio, furono invece aspramente combattute da Metrovia che bollò tale linea come doppione ingiustificato della metro C (sì, la stessa metropolitana ipogea dispendiosissima che loro all’inizio combattevano).

Oggi pertanto non sorprende l’ambigua adesione alla manifestazione del 24 maggio p.v. per la Metro E Colombo-Jonio: "Non ci convincono una serie di proposte emerse sul PUMS e dagli stessi comitati, relativamente a estensioni e destinazioni aggiuntive della Roma Lido. Riteniamo che il progetto Metrovia offra, a riguardo, soluzioni ben più vantaggiose".

Tipicamente non è buon costume litigare tra comitati civici, specialmente se si occupano del compromesso ambito della mobilità romana: siamo messi così provati dalla nostra drammatica quotidianità che schernirsi anche nell’attivismo civico appare come una stupida dispersione delle energie residue.

Tuttavia porsi pensando di avere la ricetta perfetta, l’idea rivoluzionaria, è già poco simpatico; combattere le idee che gli altri sostengono per riaffermarsi come unici detentori della Verità, è anche peggio.

Già noi tutti comitati non contiamo “gnente” (ma proprio gnente, gnente), quel poco che otteniamo con fatica non può essere crivellato dal fuoco amico. 

Per questa ragione, fintantochè il dialogo non sarà alla pari, non siederò mai ad un tavolo di discussione con Metrovia. 


Ps: Da novello ingegnere del nulla, essendomi appena laureato, non ho mai conosciuto la caparbia rivalità tra Ingegneri ed Architetti. Dopotutto, forse, gli stereotipi hanno ragione di esistere.





Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com



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