Atac si vanta della lotta all’evasione ma… lascia aperti i cancelli per passare gratis



E’ bastato pubblicare un post con elencati i risultati ottenuti nei primi 4 mesi dell’anno dai controllori Atac per scatenare la polemica tra gli utenti, evidentemente non soddisfatti del servizio offerto e dai metodi di lavoro adottati specie in alcune fermate della Metro.



Molta perplessità, poi, ha suscitato la risposta data da Roma Capitale a un suggerimento fornito da un cittadino, che segnalava come sia facile entrare nella metropolitana senza pagare il biglietto e chiedendo che, nel caso specifico segnalato, fossero presi provvedimenti.

IL POST CELEBRATIVO DI ATAC SULLA PAGINA FACEBOOK “ROMA CAPITALE”

Per poter ricostruire la vicenda, pubblichiamo integralmente la nota apparsa il 21 maggio alle ore 13:02 sulla pagina ufficiale Facebook di Roma Capitale.

“Proseguono i risultati positivi di Atac nella lotta all’evasione tariffaria. 

A aprile 2019 l’azienda ha controllato 316.317 passeggeri, il 30% in più rispetto allo stesso mese del 2018 ed ha elevato quasi 19.000 multe (18.974), il 32% in più rispetto allo stesso mese del 2018. 

Ciò significa che, in media, sono stati controllati ogni giorno oltre 10 mila passeggeri.

I risultati di aprile confermano il trend di miglioramento che prosegue ormai da diversi mesi. 

In particolare, nei primi quattro mesi del 2019 sono stati controllati oltre 1 milione e 200 mila passeggeri, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, e sono state elevate oltre 77 mila multe, il 44% in più rispetto al primo quadrimestre dell’anno scorso.

Anche sul versante dei pagamenti dei verbali entro i primi 5 giorni si conferma il notevole miglioramento favorito dalla dotazione alle squadre di verifica di pos per il pagamento tramite carte elettroniche. 

Ad aprile 2019, infatti, gli importi derivanti dal pagamento delle sanzioni entro i cinque giorni sono più che raddoppiati (+123%) rispetto allo stesso mese del 2018. 

Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2019 i verbali pagati entro i primi cinque giorni sono cresciuti del 120% rispetto allo stesso quadrimestre di un anno fa”.

I COMMENTI DEGLI UTENTI

Insulti e ironie a parte, tra i vari commenti c’erano anche delle segnalazioni ben circoscritte che, se prese in considerazione nella dovuta maniera, avrebbero immediatamente dato un’impennata al contrasto all’evasione.

Peccato che, però, invece di ascoltare quanto suggerito dagli utenti, il Comune di Roma, o meglio chi si occupa di seguire la pagina social di Roma Capitale (persona o persone stipendiate grazie ai cittadini) sia arrivata una risposta a dir poco equivoca.

Ma ecco la segnalazione del cittadino/utente:

“Per favore, spessissimo il cancello di “uscita di emergenza” della metro Jonio è aperto e molti entrano (qualche giorno fa mentre io uscivo, in 10 secondi ne sono entrati 6 = € 9 ). 

Le persone nel gabbiotto non possono proprio fare niente? Nemmeno chiudere il cancello quando qualcuno lo apre? Il tutto è abbastanza ridicolo”

A questa, segue un’ulteriore segnalazione, fatta da un’altra persona:
“Attivate l’allarme dell’uscita di emergenza della ferramenta Finocchio della metro C, per fare in modo che la gente non usi quel passaggio per entrare senza biglietto!”

L’ASSURDA RISPOSTA DI ROMA CAPITALE

Ebbene, invece di correre immediatamente ai ripari (a costo zero…), ecco l’imbarazzante risposta (giunta all’autore della prima segnalazione) da parte di ROMA CAPITALE:

“Gentile M., quale sarebbe la critica? Speriamo ai cittadini che non pagano il biglietto”.

A parte il fatto che per dare un senso logico alla seconda parte del messaggio mancano magari le parole “sia rivolta” tra “speriamo” e “ai cittadini”, probabilmente l’incaricato social del Comune non si è accorto che non si trattava di una critica, bensì di un suggerimento: chiudete il cancello di emergenza, da lì la gente passa gratis. 

Stesso suggerimento che arriva in riferimento a un’altra stazione Metro, stavolta della linea C: il cancello di emergenza lasciato aperto, ottimo lasciapassare per chi vuole viaggiare gratis.

La critica, a questo punto, lo diciamo noi a chi è rivolta: a chi, invece di accogliere le segnalazioni come qualcosa di buono da cui trarre spunto per migliorare il servizio, fornisce risposte “a caso” e lascia che il problema continui ad esistere. 

Per buona pace di tutti i romani e i turisti che, al contrario, il biglietto lo fanno.

Da il Corriere della Città

E tu nella tua stazione della metro o del treno, come trovi le uscite di emergenza? Parlane con noi, lascia un commento qui sotto.




Iscriviti alla newsletter! Se desideri rimanere aggiornato, inserisci il tuo indirizzo email.

* indicates required
Email Format




Vuoi muoverti meglio con il trasporto pubblico a Roma?
Rimani informato con il nostro canale Telegram
Roma Trasporti News






Commenti

Anonimo ha detto…
E che c'è da commentare? Che andava fatta fallire e basta, questi episodi si commentano da soli. Il fatto è che hanno pure la faccia di bronzo di rispondere a vanvera. Se le associazioni varie presentassero un esposto o roba simile, chissà...ma lo fanno?!
Anonimo ha detto…
Il discorso dei cancelli lasciati aperti è complesso, è dipende anche anche da una serie di normative e mansionari del personale (al di là poi di eventuali incurie tipicamente romane). Gli addetti di stazione, per esempio, contrattualmente non possono controllare i titoli di viaggio dei viaggiatori, nè uscire dal gabbiotto: il loro compito è fondamentalmente. controllare le telecamere per la sicurezza in generale della stazione. Le guardie giurate, invece, possono chiudere i cancelli delle uscite di sicurezza, ma non avrebbero il potere di richiamare chi li apre abusivamente, nel senso che, pur potendo certamente dirgli che "non si entra da là", non possono comunque chiedergli il titolo di viaggio nè tantomeno fare contravvenzioni. A questo devono provvedere i verificatori: solo loro possono controllare chi entra abusivamente dai cancelli, ed eventualmente anche sanzionare. Chiaramente si dovrebbero modificare in qualche modo i cancelli di sicurezza stessi, cosicchè, pur fungendo da uscite di sicurezza, non li si possa aprire così facilmente a proprio piacimento. A Milano, per esempio, ormai tutte o quasi le stazioni della metropolitana sono con riconvalida obbligatoria del titolo di viaggio, e non mi pare che esista il problema di chi esce abusivamente, anche perchè poi sono più frequenti i controlli dei titoli di viaggio, che di recente avvengono anche, a volte, a bordo dei treni della metropolitana. Purtroppo l'ATAC, se qualcosa la sta, in effetti, iniziando a fare sul discorso incremento controlli dei biglietti (anche se molto ancora resta da fare), su altri fenomeni come questo in argomento ancora sembra essere,a lemo in parte, assente, non si capisce bene se per incuria o perchè ancora non abbia trovato il sistema di risolvere questo problema. D'altra parte, all'azienda interessa certamente combattere l'evasione tariffaria (cosa peraltro prevista anche dal piano di risanamento), ma non proprio azzerarla: semplicemente contenerla entro certi valori. E questo spiega anche perchè i verificatori li vediamo sostanzialmente in certe zone ed in certi orari che potremmo definire "facili", ma non vanno (checchè ne dica l'azienda) in certi orari serali e notturni ed in certe zone "calde", almeno attualmente. Una volta li si vedeva anche sui notturni, ad esempio, ma poi, essendo anche peggiorate certe situazioni "sociali" di aggressività della gente nei riguardi del personale aziendale, probabilmente la stessa azienda preferisce non mandare i verificatori in zone, appunto, "calde" dal punto di vista ordine pubblico, nonchè nelle ore a maggiore "pericolosità", come quelle serali e notturne. Certo, lo si potrebbe fare mandando, in quelle zone, il personale di verifica accompagnato dalla polizia, ma i costi di una simile operazione, in termini anche di riscossione "coatta" delle sanzioni in zone dove molta gente vive di espedienti, potrebbero essere alti in rapporto ai ricavi delle sanzioni stesse, e quindi, probabilmente, non lo ritengono conveniente, anche poi, da un punto di vista socio-politico, per non "passare da cattivi", stante la mentalità vigente oggi in Italia (e a Roma in special modo).
Anonimo ha detto…
Io in diverse occasioni ho segnalato all'ATAC della situazione descritta alla stazione di Jonio, e devo dire che hanno sempre risposto che "avrebbero preso provvedimenti". I primi giorni dopo tali segnalazioni mi era sembrato che ci fosse maggior controllo sulla situazione, ma poi tutto è tornato come prima. Una sera, poi, ho chiuso io personalmente il cancello, e dal gabbiotto, via altoparlante, mi hanno pure ringraziato, ma tutto fa pensare che o ci sia poca voglia di risolvere il problema oppure che stiano ancora studiando come risolverlo...vedremo cosa succederà.