Consorzio Metrebus: la complicazione della semplificazione.

Consorzio Metrebus: la complicazione della semplificazione.


In questa puntata affrontiamo un problema da anni irrisolto, relativo all'anarchia tariffaria che Trenitalia Cotral e Atac applicano a loro piacimento



Parliamo del consorzio regionale Metrebus e del sistema tariffario voluto dalla Regione Lazio per cercare di armonizzare il prezzo del biglietto sui mezzi pubblici. 

Il consorzio Metrebus è formato principalmente da ATAC, Trenitalia e Cotral che, sebbene negli anni passati abbiano più volte litigato per spartirsi i ricavi dei biglietti, permettono agli utenti di viaggiare nel comune di Roma e nel Lazio alle stesse tariffe (stabilite dalla regione Lazio) e con biglietti validi sulle linee dei tre gestori.



Vita semplificata per i viaggiatori?

Vorremmo dire di sì ma...in realtà restano alcune "sacche" di anarchia e regolamenti mai armonizzati che complicano il viaggio sui mezzi pubblici. 

Andiamone a vedere alcuni.



GRATUITA' BAMBINI

Da un lato abbiamo il regolamento dell'atac ATAC che dice che i bimbi fino al compimento del decimo anno di età viaggiano gratis. 

Trenitalia invece prevede da regolamento che l'età massima sui suoi mezzi è di cinque anni. 

Infine arriva Cotral per la quale non conta l'età ma l'altezza del bambino: oltre un metro il bimbo paga!



OBLITERATRICI ROTTE

Nel malaugurato caso in cui viaggiamo sui mezzi pubblici con biglietto non obliterato (causa macchinetta rotta) i rischi di prendere la multa a causa di procedure diverse non sono pochi: per ATAC e Cotral bisogna avvertire l'autista che la macchinetta non funziona e si procedere con l'obliterazione a penna. 

In pratica dovremo annotare sul biglietto data, ora e numero linea su cui abbiamo iniziato il viaggio. 

Se però saliamo su un treno gestito da trenitalia dovremo correre a cercare il capotreno (anche quando si imbosca nella cabina del macchinista), spiegare l'accaduto e fargli vidimare il biglietto. 

Per trenitalia infatti non è prevista l'obliterazione a penna.



ANARCHIA TARIFFARIA

E arriviamo al punto più dolente della questione: l'anarchia tariffaria su alcune tratte e su alcuni mezzi. 

Da un lato abbiamo Trenitalia che prevede un biglietto anello ferroviario ad un euro per viaggiare sui suoi mezzi all'interno della capitale, abbiamo poi il collegamento con l'aeroporto di Fiumicino che prevede tariffe a sè. 

Ma anche ATAC non è da meno e sulla linea Roma-Viterbo sia nel tratto urbano che in quello interurbano commercializza biglietti con tariffa propria con relativo rebus tariffario da risolvere per i più bravi:





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Commenti

Anonimo ha detto…
"...Cercare il capotreno anche quando si imbosca nella cabina del macchinista": totalmente d'accordo. Finalmente qualcuno che comincia a parlare anche di questo brutto vizio che hanno taluni capotreni di Trenitalia regionale Lazio (in altre regioni non è così), i quali, nonostante la loro presenza in cabina non sia, attualmente, più prevista, salvo forse in casi particolari, causa implementazione su linee RFI e rotabili Trenitalia (e non solo) del sistema di sicurezza SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno, che corregge eventuali errori di chi guida), talvolta non esitano a ficcarsi in cabina o, comunque, a non passare a controllare i titoli di viaggio, anche se il treno è mezzo vuoto. Certo che pagare una persona solo per dare il "pronti commerciale" (già "ordine di partenza") all'agente di condotta (già macchinista) e girare il chiavino per chiudere le porte mi sembra ormai assurdo ed anacronistico su servizi metropolitani e suburbani a raggio medio/corto, se lo stesso personale non si degna di girare per il treno a controllare i titoli di viaggio e/o a dare assistenza ai viaggiatori. Credo che un bello specchio retrovisore, integrato da telecamere e monitor, costerebbe molto meno...