Come Atac ha sequestrato la fermata metro di Repubblica


Come Atac ha sequestrato la fermata metro di Repubblica


Una botta di cultura! Roma. Questa è la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Piazza della Repubblica. Sì, quella ancora senza una fermata della metropolitana funzionante. Da mesi



I commercianti protestano, i cittadini sfottono con i meme ma intanto la fermata della metropolitana a Repubblica è chiusa da 125 giorni a causa del crollo della scala mobile del 23 ottobre scorso, quando ci finirono sotto i tifosi del CSKA Mosca che erano arrivati nella Capitale per seguire la partita di Champions League: 24 feriti, due in gravi condizioni e un’amputazione del piede il bilancio di quella carneficina che Raggi e Salvini imputarono ai “salti” dei fans russi prima di venire clamorosamente smentiti dal video e prima che un’indagine certificasse che la responsabilità del crollo risiedesse nella mancata manutenzione.

Come ATAC ha sequestrato la fermata metro a Repubblica

Eppure sono ormai più di quattro mesi che ATAC tiene sotto sequestro la fermata metropolitana di Repubblica, all’inizio nascondendosi dietro le disposizioni della Procura di Roma che qualche tempo dopo ha fatto sapere in via informale che non è per le indagini che è tutto fermo. 

Da quella sera del 23 ottobre i nastri però ci sono ancora mentre sono in corso le perizie disposte dalla procura che indaga per disastro colposo e lesioni personali, con quattro persone sotto inchiesta: il presidente di Atac Paolo Simioni e tre dirigenti della manutenzione.

Ma se è una sola la scala mobile sotto inchiesta, la municipalizzata dei trasporti della città di Roma ha bloccato anche le altre quattro perché l’azienda – a causa proprio dell’inchiesta – non intende riaprire nulla prima che sia tutto in sicurezza. 

Sì, avete capito bene: prima l’azienda non ha fatto la manutenzione per anni, ora che sono arrivate le indagini ha deciso che tutto deve essere fatto a regola d’arte. Senza incidente come sarebbe finita?

ATAC ha fatto sapere che i lavori di ammodernamento prevedono la sostituzione di parti meccaniche che sono state ordinate a fine novembre ma che devono ancora essere costruite dalle ditte fornitrice: poi dovranno essere montate e infine collaudate, secondo una procedura che non fa ben sperare per la riapertura delle porte della metro di Repubblica, uno dei punti nevralgici della città.

Le scale mobili della metro Repubblica sono pericolose, l’ATAC se n’è accorta ieri

ATAC quindi ha dapprima lasciato rischiare l’incolumità ai suoi cittadini per anni, adesso è costretta a chiudere tutto perché c’è un’indagine della procura. 

Il Corriere Roma scrive oggi che non ci sono certezze sui tempi di consegna di questi pezzi, nei mesi scorsi si era parlato di gennaio ma quella previsione non è stata rispettata e nessuno si azzarda a farne altre. Ma il quotidiano aggiunge che potrebbero esserci anche altre spiegazioni, tutte ugualmente terrorizzanti per il livello di incuria raggiunto dalla municipalizzata dei trasporti romana:

A cominciare dal timore che l’incidente ai tifosi — prima accusati ma poi scagionati dai video di aver provocato il cedimento saltando sui gradini — possa ripetersi: il sospetto è che la scala mobile si sia rotta soltanto sotto il peso di chi ci si trovava sopra e non per altri motivi. Tanto che da allora sono cominciate frequenti verifiche tecniche sugli impianti anche alle fermate «Barberini» e «Spagna», ad alto afflusso turistico.

C’è poi un altro particolare: anche una volta riparate le quattro scale, l’azienda sarebbe orientata ad attendere il dissequestro delle altre due per poterle riparare e solo allora potrebbe prendere in considerazione la riapertura della fermata, visto che l’afflusso a«Repubblica» è calibrato sulla portata di sei impianti e che non ci sono scale tradizionali, che avrebbero invece consentito ai passeggeri di utilizzarla. Insomma è quasi certo che i tempi si allungheranno ancora. E non di poco.

Insomma, ATAC ha prima lasciato che la situazione si incancrenisse e adesso che arrivano le indagini decide di diventare alfiere della sicurezza nella metro. Il tutto, in un momento o nell’altro, ai danni dei cittadini di Roma. Non male per chi è stato messo lì dai “cittadini”.

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