Per il Blue Monday c'è sempre Atac


Metro A, linea dimezzata e caos bus sostitutivi: ecco il Blue Monday di Atac! Linea A dimezzata, fermate chiuse, navette sostitutive insufficienti, calca alle fermate per salire sui bus: lunedì da dimenticare per migliaia di romani - Un interessante punto di vista di Metro X Roma



Nel giorno più triste dell'anno, il cosiddetto Blue Monday, Atac regala a Roma l'ennesima mattinata da dimenticare. La linea A dimezzata, fermate chiuse, navette sostitutive insufficienti, calca alle fermate per salire sui bus: questi gli ingredienti dell'incubo vissuto da migliaia di passeggeri che già dall'avvio del servizio hanno vissuto i primi disagi.

Colpa di un non meglio precisato guasto alla linea aerea che ha costretto da subito l'azienda a chiudere (o meglio non aprire) la tratta tra Ottaviano e Battistini. Che il guasto non fosse di semplice risoluzione si è capito quasi subito. I tecnici, scesi nelle gallerie, non inviavano notizie positive. Nel frattempo in superficie montava il caos. Fermate chiuse e social infuocati, con il profilo twitter infoatac a reggere botta alle domande, che via via si trasformavano in proteste, degli utenti.

"Alle 9.15", racconta un lettore a RomaToday, "mi trovavo a Termini per il passaggio dalla B alla A. Ad un certo punto ci hanno fermato prima di scendere in banchina. Un inferno: una fila bloccata, fermi paralizzati senza avere un'informazione. Dopo 20 minuti così io e tanti altri abbiamo deciso di desistere e di avviarci a piedi". Come lui tanti.“

Già, perché se nei sotterranei della metro le cose erano ferme, in superficie alla fermata degli annunciati bus sostitutivi si formava la calca. "Era impossibile salire", racconta una ragazza. "Dopo aver visto 3 navette arrivare stracolme ed aver assistito a scene assurde, ho deciso di andare a piedi".

Alle 10.15 l'altoparlante annuncia la chiusura ufficiale di Termini e la linea dimezzata, attiva solo tra Termini e Anagnina, nella sua parte sud.  Solo alle 13.50 la riapertura dell'intera linea.

Da Roma Today

Interessante il pezzo di Metro X Roma, che fa il punto della situazione.

Stop a Metro A; Un problema di sovrautilizzo, manutenzione e anisotropia 

Questa mattina, tra le tante, si è verificato uno stop prolungato della Metro A tra Termini e Battistini, a causa di un guasto tecnico alla linea aerea.

Un evento, come sempre, drammatico, che ci permette però di avanzare una piccola discussione sui problemi che affliggono la linea arancione. Ma cosa sta succedendo?

Il sovrautilizzo e la manutenzione

Oggi la Linea A soffre un perdurante problema di saturazione.

L’apertura della Linea C a San Giovanni, unita ad un trasporto superficiale sempre meno efficiente e competitivo, ha comportato la formazione sempre più frequente di iperpunte.

Il tentativo di far fronte a questo, cercando di aumentare la produzione del servizio, si è scontrato con i problemi intrinsechi di un’infrastruttura sottodimensionata, nata da un progetto molto travagliato, e sicuramente oggi non nella migliore delle condizioni.

Alcune scelte costruttive sulla linea, infatti, si sono verificate in corso d’opera, causando non poche forzature progettuali.

Prima tra tutte, la scelta di adottare la linea aerea piuttosto che il terzo binario elettrificato in gallerie inadatte, costringendo i progettisti ad elaborare una catenaria bassa con un profilo eccentrico, più fragile del normale, che richiede quindi particolari attenzioni manutentive.

Se inizialmente questo non era un problema, oggi le difficoltà, a causa del numero più elevato di treni, si fanno sentire. Purtroppo non ci risultano interventi programmati per mettere mano a questo problema, che l’introduzione di una linea aerea rigida nei tratti più stressati, sul modello della Linea C, potrebbe sanare.

Continua...



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Commenti

Anonimo ha detto…
La linea A, a parte che ormai l'alimentazione elettrica dei treni resterà ovviamente a linea aerea (che andrebbe meglio manutenuta, come tutto il resto d'altronde, e forse modificata tipo linea C), dovrebbe essere sottoposta a profonde modifiche al fine di incrementare la frequenza dei treni, tra cui l'applicazione della guida automatica dei convogli, come sulla linea C, e non sarebbe sbagliato farci un pensierino pure per la B. Questo consentirebbe, appunto, un incremento delle frequenze notevole, poichè eliminando il sistema attuale di blocco a segnalamento tradizionale, che consente frequenze di 90 secondi tra due treni (ma meglio due minuti, pena il viaggiare spesso a 15 km/h sotto il rosso permissivo) ed applicandone uno simile a quello in uso sulla C si potrebbero attuare frequenze anche di 1 minuto nelle ore di punta (ma pure di 30 secondi), anche perchè la guida automatica elimina la perdita di tempo dovuta al cambio banco nelle stazioni capolinea, nonchè la necessità di dare un minimo di riposo al macchinista, che a quel punto può essere tolto (come appunto sulla C, che ne è priva). I treni attuali della CAF sono predisposti per ricevere la guida automatica (come del resto lo sono di fabbrica pure le motrici serie MB 100/300 della linea B, pur essendo anni ottanta), ma naturalmente occorrerebbe installare in tutte le stazioni le porte di banchina, come appunto sulla linea C, ove sono già presenti (ovviamente). Certo, occorrerebbero forti investimenti, ma con il tempo potrebbe diventare indispensabile attuare questa modifica.