Pendolaria 2019, la Roma – Lido continua a perdere viaggiatori



Presentato il rapporto Pendolaria 2019. Tante tratte del Lazio tra le prime 30 per utilizzo pendolare e sul podio solo linee della nostra Regione: la FL1 Fiumicino-Fara Sabina, già lo scorso anno tratta pendolare più frequentata d’Italia, si conferma al primo posto con un incremento ulteriore di viaggiatori fino a 81.500 al giorno (75.000 da rapporto 2018)



Secondo posto per la Roma Nord-Viterbo con 75.000 pendolari al giorno, terzo per Roma Ostiense-Viterbo con 65.000 viaggiatori al pari della Roma – Lido, dove però si conferma un crollo verticale del numero dei viaggiatori che solo pochi anni fa raggiungeva le 100.000 persone ogni giorno(passaggi n.d.r), decremento causato chiaramente da continui guasti, problemi tecnici, corse che saltano, informazioni mancanti, sovraffollamento, freddo d’inverno e caldo d’estate che ne continuano a fare la tratta peggiore d’Italia.

Nel Lazio si conferma il trend positivo grazie al materiale rotabile, sostituito in gran parte con il Contratto di Servizio Regione-Trenitalia che ha permesso l’arrivo di 114 carrozze Vivalto, 20 treni Jazz e il revamping di 46 TAF; l’età media dei treni regionali è di 17,5 anni per un numero totale di viaggiatori che rimane di 540.000 pendolari al giorno. 

Gli stanziamenti della Regione per i treni sono stati di 39,75 mln di euro (2017) pari allo 0,2 del bilancio regionale, percentuale che fa del Lazio la 13° regione per bilancio dedicato ai pendolari, nessun taglio sul numero totale di corse (1.525 corse delle quali 600 Atac e 925 Trenitalia).

“C’è un miglioramento del trasporto regionale su ferro – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e migliorare i treni vuol dire aumentare la qualità ambientale e della vita per oltre mezzo milione di pendolari.

La Regione deve ora spingere sull’acceleratore per portare sempre più risorse al trasporto pubblico, puntando all’aumento di interscambio con i mezzi Cotral e delle frequenze di passaggio, una cura del ferro per la quale è fondamentale la crescita della percentuale di bilancio dedicata ai pendolari e che deve riguardare anche la capitale e le tre linee regionale concesse ad Atac, ampiamente disastrate e tutte da ripensare a cominciare da una vera gara per la gestione.

La Roma Lido, peggior tratta d’Italia dalla quale gli utenti fuggono, e la Roma Nord devono trasformarsi in metropolitane e la Termini Giardinetti deve diventare una nuova linea tramviaria, moderna e interconnessa con la metro C. 

Sul trasporto su ferro Roma ha un divario enorme, evidente e negativo rispetto a tutte le altri grandi città europee, continua ad essere quella con meno metro, frequenze di passaggio altissime, tram in circolazione più vecchi. 

Nella capitale c’è bisogno di: portare la frequenza delle metro tutte a 3 minuti, quelle di Roma Lido e Roma Nord almeno a 7 minuti, di rigenerare il parco tramviario aumentando i chilometri di linea fermi ormai da troppi anni, tornare a investire sui treni metropolitani e ripartire assolutamente con i prolungamenti delle metropolitane già previsti”.

Nella Capitale sono 73 stazioni le stazioni di metro per 60,3 km, con 310.000.000 passeggeri all’anno, numeri chiaramente molto al di sotto delle maggiori città europee così come per la frequenza che se in Metro A è di 3 minuti in orari di punta e 10 orari morbida, in Metro B sale a 5 minuti in orari di punta e fino a 15 in orari di morbida e in Metro C a oltre 10 minuti in orari di punta e fino a 20 in orari di morbida. I Tram a Roma sono 164 (un terzo di quelli di Milano e meno anche di Torino) il 100% con oltre 15 anni (media nazionale 33,8% oltre 15 anni).

Da Ostia News To Go




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Commenti

Anonimo ha detto…
Mah, secondo me la Roma Nord non è che deve "trasformarsi in metropolitana". Certamente andrà potenziata nella tratta urbana di Roma, che comunque dovrà coesistere con quella extraurbana, ma resta comunque una ferrovia interurbana. Certamente poi andrà ammodernata anche quest'ultima tratta, ed una delle cose principali che si dovrebbero fare col tempo, dopo aver applicato un segnalamento più moderno con incluso l'SCMT (a parte un raddoppio del binario almeno fino a Sant'Oreste) è rettificare il percorso il più possibile, quindi dimimuire l'indice di tortuosità, al fine di velocizzarla. Le infinite curve e controcurve infatti (va ricordato), alcune delle quali con raggio di soli 100 metri, furono anche impiegate, in sede costruttiva, per allungare il persorso tra Roma e Viterbo a poco più di 100 chilometri per un motivo economico: infatti, all'epoca, se una tratta ferroviaria superava quel chilometraggio aveva accesso a certe sovvenzioni, ma oggi un simile tracciato tortuoso, quasi da tramvia (che tra l'altro impedisce la circolabilità a qualsiasi veicolo FS tranne che a qualche carro merci), non ha più molto senso. Poi, nella tratta Catalano-Viterbo, è urgente sostituire la linea di contatto aerea, rimasta ancora praticamente con le caratteristiche di origine, mentre nell'altra tratta è stata tutta ammodernata, rendendola simile a quella FS.
Occorrerebbe poi nuovo materiale rotabile, una revisione di parte di quello esistente, con un ammodernamento dei treni FIREMA E84, e la rimessa, in ordine di marcia, di almeno un convoglio storico a fini turistici, cosa quest'ultima che potrebbe dare un decisivo rilancio alla ferrovia anche nella tratta Catalano-Viterbo, attualmente caratterizzata da un basso traffico.