Atac e lo sciopero che non paga


Atac da tempo non riesce più a garantire il servizio programmato, ma questo può dipendere anche da motivi esterni alla sua organizzazione e per cause di forza maggiore, definite nel contratto con Roma Capitale con il termine “cause esogene”



Quando Atac non può effettuare il servizio per “cause esogene”, il Comune paga lo stesso Atac come se avesse effettuato quei km, ma applicando una tariffa ridotta: nella maggior parte dei casi pari al 75% della tariffa piena, mentre per i km non effettuati a causa degli scioperi la percentuale applicata è pari al 50% della tariffa piena.



Per semplificare il discorso, prendiamo il numero dei bus al posto dei km ed il caso reale dello sciopero di giovedì 17 gennaio:
  • programmati: 1.350 bus (livello che Atac non raggiunge mai. Di solito 1.000-1.050 bus)
  • rilevati circolanti durante lo sciopero: 420 bus
  • differenza: 1.350-420=930 bus, il Comune li paga al 50% → 930/2=465 bus
Praticamente il Comune pagherà il servizio di 420 reali + 465 “bonus” = 885 autobus, cioè un servizio non molto inferiore a quello solito, ma senza i costi di carburante e usura dei mezzi.

Gli abbonamenti sono già incassati. I biglietti costituiscono circa il 17,5% degli incassi, in molti però si organizzano per spostarsi durante le fasce di garanzia.

Le perdite per Atac sono quindi limitate. Atac non ci rimette. Scioperanti, contribuenti ed utenti sì.







Di Mercurio Viaggiatore uno che mal sopporta la falsa manipolazione dei dati, per cui li analizza e li presenta in modo semplice e chiaro, spesso mostrando che il re è nudo. Per informazioni o segnalazioni mercurio@odisseaquotidiana.com






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