ATAK TURK e quei 227 autobus dell’impero ottomano



Nel 2018 l’unico lotto di nuovi autobus che ATAC è riuscita ad accaparrarsi (al momento solo prenotati) è quello di 227 mezzi in fornitura tramite gara Consip, ma la gara l’ha vinta una società italiana sull’orlo del fallimento 


La gara l’ha vinta una società italiana sull’orlo del fallimento: Industria Italiana Autobus (IIA), che ha 2 stabilimenti in Italia: Bologna (con 150 lavoratori) e Flumeri (Avellino, con  290 dipendenti).

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A differenza di quanto propagandato dal vicepremier DiMaio e altri esponenti grillini, che nei mesi scorsi assicuravano la “nazionalizzazione” dell’Azienda grazie al loro lavoro d’intesa con Ferrovie dello Stato, a salvare IIA per il momento è stata la turca KARSAN che si è aggiudicata il 70% delle quote, mentre il restante 30% è finito in mano di Leonardo-Finmeccanica.  

Di fatto quindi l’Azienda è adesso turca e privata, esattamente il contrario di quanto annunciato da Di Maio

Il fondatore, presidente e AD di IIA Stefano Del Rosso si è dimesso, al suo posto è salito un ex manager Fiat oggi alla turca Karsan, Antonio Bene.

Se la ricapitalizzazione ha permesso di scongiurare il fallimento, manca ancora un piano industriale e gli stabilimenti sono fermi da mesi (nonostante le commesse per 1.100 autobus – tra cui i 227 per Roma). La strada quindi è ancora in salita, e l’arrivo dei primi piccoli lotti di nuovi autobus a Roma, nella migliore delle ipotesi, è previsto a partire dalla seconda metà del 2019.

Di Mercurio Viaggiatore



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