Finchè la Scafa va...capitolo 1


Tutto il mondo ha parlato del ponticello della Scafa, unico collegamento sul Tevere nel raggio di 30 Km...e noi, giustamente non potevamo esimerci dal parlarne, visto che i trasporti capitolini sono nostra croce e delizia.



Iniziamo col dire che il ponte ha più o meno la stessa età del ponte autostradale Morandi che a Genova è venuto giú a fine agosto mietendo quasi 40 vittime e lasciando centinaia di persone senza casa. 

Dal momento del crollo e grazie al lavoro di tanti giornalisti si è scatenata la psicosi "ponti pericolanti" (non che di ponti negli anni passati non ne siano caduti mietendo vittime) e casualmente, qualche giorno dopo è stato decisa la chiusura del ponte della Scafa che collega Fiumicino con Ostia.




Che il ponte della Scafa non stesse tanto bene lo dimostrano le immagini tratte da un post su facebook di un signore che con barca e telefonino ha deciso di filmare il ponte da sotto, video che abbiamo deciso di condividere sui social.



L'ASTRAL, s.p.a. di proprietà della regione Lazio addetta alla viabilità di strade e ponti regionali, per precauzione ha deciso di chiudere il ponte a partire dalle ore 19 del 20 Agosto e avviare delle ispezioni approfondite per stabilire la solidità del ponte.




APRITI CIELO!

Dal momento che il ponte era chiuso tutti coloro che da Ostia dovevano raggiungere Fiumicino (città, aeroporto, centri commerciali etc) e viceversa si son trovati costretti a fare un giro mostruoso di 60 Km e passare dal Grande Raccordo Anulare. Notizia ancora più terribile, il fatto che la chiusura sarebbe stata a tempo indeterminato (non puoi riaprire il ponte se non sai quanto lavoro c'è da fare). In contemporanea all'evento sui social s'è scatenata la guerra politica, basata spesso su bufale o inesattezze.
  • il ponte non è competenza del comune di Roma ne di quello di Fiumicino, ma della regione (astral)
  • senza una perizia non è possibile stabilire se il ponte sia sicuro e la sicurezza deve venire prima di tutto
  • non è la prima volta che il ponte viene chiuso: nel lontano 1974 il ponte era stato chiuso per lo stesso motivo e il genio militare in una notte aveva approntato un ponte galleggiante per far passare le auto (sui social da tempo gira un video dell'istituto Luce)


  • non è possibile ripetere l'esperienza del ponte galleggiante alternativo come nel 1974 perchè il genio militare non ha più questo tipo di attrezzatura
  • non è possibile montare un ponte provvisorio in quanto le attrezzature a disposizione del genio militare (ponte bailey) possono coprire un massimo di 40 metri e la distanza tra le sponde del tevere è maggiore

Differente l'atteggiamento di Roma e Fiumicino di fronte all'apocalisse: da un lato Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, che lo stesso giorno (e in quelli successivi) si reca sul ponte e comincia a parlare con cittadini e giornalisti ipotizzando sin da subito possibili soluzioni, affermando di essere in contatto con la regione per capire cosa fare, dall'altro Giuliana di Pillo, minisindaco di Ostia che si è limitata (il 20 agosto) a dichiarare di essere stupita per la chiusura improvvisa del ponte.




Il 21 Agosto la gente comincia ad organizzarsi: c'è chi abbandona l'auto in prossimità del ponte, lo attraversa a piedi e si fa dare un passaggio dall'altro lato, chi si sorbisce i 60 Km di traffico passando dall'entroterra, chi intraprende avventure ancora più impavide usando i mezzi pubblici alternativi: la linea ostia-fiumicino, gestita da Cotral, viene sospesa per tutto il 21). I vigili urbani vengono assaliti da chi vorrebbe passare, nel frattempo arrivano le prime concessioni: mezzi di soccorso e pedoni possono passare.

(continua...)



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