Atac, deserta la gara per i 320 bus



E' notte fonda: "Non è giunta alcuna offerta in risposta alla gara per l’acquisto di nuovi autobus bandita da ATAC, per una cifra di 98 milioni di euro finanziati da Roma Capitale" - Inutile dire che questo sia un colpo durissimo - anche se non definitivo -  alle speranze di un trasporto migliore ed in più traballa uno dei pilastri del concordato



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ATAC, in qualità di stazione appaltante, avvierà delle nuove verifiche di mercato per garantire nel minor tempo possibile la fornitura dei mezzi”. 

Lo annuncia in un comunicato stampa la municipalizzata dei trasporti di Roma in merito alla gara per l’acquisto di 320 bus. 

Il 16 maggio scorso Virginia Raggi, i suoi consiglieri e anche la pagina Facebook di Roma Capitale scrivevano che era “al via” l’acquisto “della prima tranche di 600 nuovi bus”. Non era vero.

Nei giorni scorsi e anche oggi girava un allegro attivismo sulle pagine Facebook di sindaca e consiglieri a 5 Stelle, con tantissimi annunci da fare: ieri la linea D della metropolitana, oggi addirittura la linea E: dopo essere stati per anni contrari alle metropolitane la conversione improvvisa del M5S Roma ha scoperto il piacere dell’annuncio di un progetto che si potrà realizzare solo tra molti anni. 

Intanto il potenziamento degli autobus tanto sbandierato ha subito una prima battuta d’arresto. Comprensibile, vista la situazione di ATAC ancora sotto richiesta di concordato preventivo (la decisione dei giudici al riguardo doveva arrivare il 30 giugno). 

Si dà però il caso che la crescita del parco mezzi a partire dal 2019 sia anche parte integrante del piano di concordato preventivo in continuità presentato dall’azienda del trasporto pubblico del Campidoglio per evitare il fallimento.



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Commenti

Lulio ha detto…
Era prevedibile che il bando era destinato al fallimento.

Se è vero quello che hanno scritto sui giornali, hanno inserito una serie di caratteristiche qualitative per cui un produttore dovrebbe costruire una fabbrica a posta per atac.
Inoltre nel bando ci dovrebbero essere delle clausole che scaricano della responsabilità sui costruttori.

Infine, dal punto di vista del costruttore di autobus, che punta sul design e sicurezza, ogni volta che un suo bus va in fiamme è tutta pubblicità negativa, si fa una cattiva reputazione.
Andrea romalido ha detto…
Soprattutto l'ultima considerazione...