Zingaretti: no accesso diretto Roma fondo Tpl

Chiedo dunque di ritirare l’emendamento e affrontare la discussione in commissione, anche valutando atti e passaggi formali invece di testo con inefficacia materiale - Insieme uniti chiediamo più soldi per tutti




(askanews) “Chiedo dunque di ritirare l’emendamento e affrontare la discussione in commissione, anche valutando atti e passaggi formali invece di testo con inefficacia materiale. 

Sarebbe solo un auspicio, e logorerebbe i rapporti del Lazio con gli altri comuni”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo in aula alla Pisana dove è in corso la seduta dedicata alla manovra 2018, riferendosi ad un emendamento presentato da Forza Italia e relativo alla ripartizione dei fondi sul Tpl, emendamento poi ritirato. 

“Noi – ha spiegato – dobbiamo tutelare Roma ma anche tutti i comuni della nostra regione. La giunta Polverini fece ricorso fino alla Corte costituzionale per garantire il punto di equilibrio sul trasferimento. 

Fui io insieme ad Alemanno a trovare un punto di compromesso affinché la procedura continuasse su questo epilogo”. 

Per Zingaretti “il punto non è Roma sì o Roma no. Io ho Roma nel cuore – ha detto – ma non esiste tema regionale come la politica del Tpl. Ci sono i diritti di chi vive nella Capitale e i diritti dei cittadini degli altri comuni. 

La Regione Lazio, d’intesa con Roma, ha il compito di trovare il punto di equilibrio affinché non accada quello che succederebbe se non ci fosse la camera di compensazione tra la Capitale d’Italia e i comuni più piccoli. 

E’ evidente che se non c’è una camera di compensazione come questo consiglio inevitabilmente nella trattativa quotidiana l’asse si sposterebbe nei confronti del più forte generando discriminazioni per i più deboli. 

Noi abbiamo dato solo come recupero arretrati 1,1 miliardi, proprio perché condivido l’idea di aiutare Atac. 

E rispetto al 2012 quando stanziamenti erano 0, fino al 2017 parliamo di 880 milioni. Non c’è in discussione una discriminazione nei confronti della Capitale. Casomai dico al consiglio: uniamoci, ma non per dividere la torta che c’è, il consiglio apra una vertenza con i governi affinché ci sia una suddivisione del fondo nazionale trasporti che tenga conto della presenza della Capitale. Io ve lo firmo dal notaio oggi. 

A prescindere da chi è il sindaco, quello che accade è che la torta rimanga la stessa e ci dividiamo il bottino tra poveri. Meglio un impegno di tutti affinché si riconosca la prerogativa di avere la capitale d’italia e si aumenti la parte del fondo per il Lazio. Altrimenti si genera una suddivisione iniqua. Non è che non vedo la necessità di fare fronte alla vicenda Atac, ma dobbiamo salvaguardare la prerogativa dell’esistenza della regione perché faccia una domanda immediata: come paghiamo il contratto di servizio di Fs per i treni in entrata? 

Condivido dunque l’attenzione che dobbiamo mettere sulla vicenda di Roma e dell’Atac e la salvaguardia dell’azienda e della qualità del trasporto. Non si consente chiedendo di accedere direttamente al fondo. 

Diventiamo tutti più deboli. Se combattiamo uniti siamo più forti” ha aggiunto Zingaretti. A rispondergli Antonello Aurigemma, capogruppo di FI alla Pisana. “Chiediamo di comprendere con quale criterio vengono ripartite le somme. Atac è una azienda di Roma, non di uno schieramento o di un partito. 

Bisogna evitare che un criterio di ripartizione dei soldi vada a discapito delle altre province, perché sono due fondi separati che si gestiscono in modo diverso, evitate di creare un clima di terrore nei confronti della provincia. Sono passati 5 anni ma non abbiamo mai visto questo criterio. 

Ritiriamo l’emendamento e formuliamo un ordine del giorno (odg) – ha detto Aurigemma – ma chiedo all’assessore Sartore se nell’odg vorremmo comprendere una cosa: stabilire un criterio con cui vengono stabiliti i fondi, e non è un danno nei confronti dei comuni più piccoli. 

Non vogliamo che la discrezionalità dell’assessore di turno stabilisca un importo oggi e domani un altro”.



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