Tutti i nodi (di scambio) vengono al pettine: serve la T2



Gli amici di Comitato Metro X Roma riportano quanto successo questa mattina a San Giovanni. Evidentemente come sosteneva Enrico Stefàno non è questione di gufi.




Salviamo la Metro C ] Sicuramente fino ad oggi è tutto andato bene, e quanto successo stamattina nulla toglie alla buona organizzazione che in questi primi giorni ha permesso che le centinaia di persone in arrivo dalla Metro C (e fortunatamente ancora ogni 12 minuti) potessero arrivare sula banchina della Metro A, con qualche rallentamento, ma senza particolari disagi. Purtroppo la buona gestione non è sufficiente ad evitare che l'equilibrio precario del nodo San Giovanni salti non appena la linea A, che ha comunque dei limiti tecnici, rallenta la propria frequenza.

E ciò rappresenta un'ulteriore prova schiacciante contro i detrattori delle metropolitane e della linea C che ne invocano lo stop a San Giovanni o che continuano ad invocarne lo stop al Colosseo. Infatti - non ci stancheremo mai di ripeterlo - uno degli obbiettivi fondamentali per aggiungere ferro alla città e della Metro C, è quello di costruire una rete in grado, non solo di attrarre nuove utenti a discapito del trasporto privato, ma che il peso delle centinaia di migliaia di abitanti delle periferie (e dell'hinterland) non gravasse sulle già sature linee A e B (quest'ultima che già grava della Roma - Lido).



E questa rappresenta un'altra sberla per chi sostiene che le metropolitane possano essere sostituite con mezzi a fune o sistemi alternativi (vero Pietro Calabrese M5S Consigliere Roma Capitale, Linda Meleo?) No le metropolitane devo correre dall'estrema periferia e dall'hinterland e fare rete tra loro in centro città. 


Solo così Roma potrà avere un'efficiente distribuzione dei flussi che permetterà di rendere più regolari le attuali linee metro ed allo stesso tempo i nuovi km di ferro permetteranno a chi oggi prende l'automobile di avere una rapida e veloce alternativa e liberare finalmente la città dal traffico e le lamiere che oggi rappresentano una delle principali cause del mancato sviluppo economico della città. 

Città che si allontana dalle altre capitali europee ed assomiglia sempre più ad una trafficata e caotica capitale medio-orientale o asiatica, dove, a differenza nostra, si sono accorti che il traffico può esser tappo allo sviluppo economico ed oggi le nostre imprese vanno a costruire metropolitane ed infrastrutture di trasporto proprio lì.

Per questo ci uniamo all'appello di Metro X Roma, urge il completamento della Metro C, senza il quale, per molti anni, dovremo tenerci questi problemi.

E per questo dobbiamo ringraziare chi negli anni precedenti ha permesso che venisse messa in cantiere solo mezza linea (caso unico e raro anche in Italia, basta vedere Milano che ha cantierizzato e realizzato interamente M4 e M5), chi con il passare del tempo ha poi "cincischiato" e messo in dubbio la cantierizzazione della tratta fino a Roma Nord, compresa l'attuale giunta che ha ha aspettato ben due anni per pronunciarsi su un verdetto così ovvio e scontato. 

Due anni che si aggiungono a quelli dei predecessori: basti pensare che dal 2013 al 2018 non si è cantierizzato nessun altro km di Metro C verso Clodio e Roma Nord. Poi però non chiediamoci perchè dovremo aspettare il 2030 per vedere la linea C completa: il problema non sono i cantieri ma le decisioni politiche.

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