Metro C: effetto imbuto a San Giovanni, lunghe file ai tornelli


Metro C: file ai tornelli di San Giovanni - Centinaia di persone in attesa e lunghe code ai tornelli nel nodo di scambio tra la Metro A e la Metro C ed oltre i problemi per gli utenti, naturalmente si scatenano le polemiche politiche, che, come di solito succede, non portano chiarezza (nè ne hanno lo scopo)




[ Roma Today ] Centinaia di persone in attesa e lunghe code ai tornelli. A San Giovanni, questa volta, la fila non si fa per assistere ad un concerto ma in metro. 

Un disservizio che, come segnalano gli utenti, trova il suo picco massimo nelle ore di punta quando l'interscambio tra la linea A ed il neo inaugurato scalo della tratta C sono impraticabili. L'ultimo episodio giovedì 24 maggio.

La causa sarebbe la ritardata costruzione della T2 della metro con una cantierizzazione che ha visto la costruzione prima del ramo periferico piuttosto che della tratta centrale. Una soluzione, tuttavia, che non sarà a breve termine. 

Il caos si crea, quando gli utenti in arrivo dalla metro C restano bloccati nel corridoio e sulle banchine della linea A, causa i differenti tempi di percorrenza delle due linee. E così la prima linea non è in grado di ricevere ulteriori passeggeri in arrivo.

"Frequenza treni Metro C insufficiente"

Questo avviene perché, secondo il Codacons, "la frequenza dei treni sulla Metro C è insufficiente" e così l'associazione chiede chiede di "incrementare la frequenza dei treni in modo da evitare la congestione della stazione San Giovanni e i disagi per i cittadini".

Una proposta che trova sponda nelle opposizioni del Movimento 5 Stelle.



Le opposizioni attaccano il M5S


"Sono completamente d'accordo con il Codacons. Ci chiediamo come sia possibile che il Campidoglio non avesse previsto tutto questo e l'unica risposta, che ci viene in mente, è - purtroppo - l'incapacità gestionale e la mancanza di programmazione da parte dell'amministrazione Raggi", tuona il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e coordinatore FI Provincia di Roma, Adriano Palozzi. 

Secondo la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo, invece, a continuire al disservizio ci sarebbe anche "la modifica frettolosa e imprudente del trasporto di superficie, con la soppressione di diverse linee bus, che non fornisce alternative più alternative ai cittadini. 

Per approfondire: Tutti i nodi (di scambio) vengono al pettine: serve la T2

Si sarebbe potuto attendere qualche settimana per graduare i cambiamenti apportati". 

Per il Dem Stefano Pedica la situazione di San Giovanni "è una bomba a orologeria" puntando il dito "sull'enorme problema di sicurezza".

Stefàno e Ferrara: "Campagna contro chi ama Roma"

A stretto giro è arrivata la risposta di Enrico Stefàno, Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione mobilità in Campidoglio: "Come era prevedibile, è partita la campagna denigratoria nei confronti di Atac e della città. 

I nodi di scambio per loro natura attirano un numero elevato di utenti, e specie nelle ore di punta, può accadere che gli ingressi siano contingentati dato il grande afflusso. 

Succede a Roma già a Termini, succede in tutte le città. Che avvenga a San Giovanni è un bene, vuol dire che la Metro C è attrattiva, e molte persone hanno deciso (finalmente) di lasciare a casa l'auto". 

Poi spiega: "La Metro C oggi ha una frequenza di 12 minuti. A livello di infrastruttura e di materiale rotabile potremmo scendere subito a 9 minuti. Siamo in attesa delle autorizzazioni da parte della Commissione di Sicurezza e di Metro C Spa, dato che qualcuno in passato si era dimenticato di prevedere questa possibilità. 

Sotto non si può scendere finchè non saranno completati i lavori del tronchino di inversione a via Sannio, tra circa due anni. 

La rete di superficie è stata rivista proprio per dare delle alternative efficaci alla linea A una volta arrivati a San Giovanni. Ad esempio la nuova linea 77 che abbiamo istituito, attesa da almeno 10 anni, consente al massimo in 20 minuti di arrivare a Piramide".

Dello stesso parere il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara che attacca le opposizioni: "Sono bastati appena 10 minuti per far partire la campagna denigratoria nei confronti della città da parte di chi non ama Roma. Vergogna!

Quanto gli piace la calunnia a questi partiti? Sono senza dignità e secondo me, con questo odio verso la città, portano anche un poco sfortuna".


Commenti

Anonimo ha detto…
Ma non ha senso...incrementare la frequenza della linea C non farebbe che peggiorare l'intasamento a san giovanni!

Mi riferisco a quanto sostenuto dal Codacons:

Questo avviene perché, secondo il Codacons, "la frequenza dei treni sulla Metro C è insufficiente" e così l'associazione chiede chiede di "incrementare la frequenza dei treni in modo da evitare la congestione della stazione San Giovanni e i disagi per i cittadini".