Colomban: Per i trasporti a Roma serviva un partner come Ferrovie



L’ex assessore: un anno e mezzo fa non mi hanno ascoltato. Oggi salvare l’azienda è quasi impossibile. I cittadini hanno bisogno di risposte rapide per un servizio efficiente



[ Corriere della Sera ] Atac come Alitalia. Un problema che s’ingigantisce ogni mese di più. E «salvare adesso Atac è una missione impossibile». 

Parola dell’ex assessore alle Partecipate Massimo Colomban che rivendica la sua proposta di un anno e mezzo fa quando «io avevo individuato nelle Ferrovie dello Stato, un partner forte — ricorda in un’intervista su Il Foglio — sia dal punto di vista finanziario che per le competenze del management.

Guardando i numeri aziendali, le sinergie e gli aspetti tecnici e tecnologici delle due società, una joint venture sarebbe stata la cosa migliore per i cittadini romani che vogliono solo due cose: che i trasporti funzionino e che le autovetture siano più moderne».


Per l’ex assessore questa scelta avrebbe permesso di «dialogare con i tre sindacati principali senza essere succubi delle altre dieci sigle minori». Poi Colomban non risparmia critiche ai grillini: «Da parte del M5s e della sindaca c’è toppa attenzione verso le richieste sindacali che guardano molto ai diritti e poco ai doveri. Un’amministrazione deve puntare all’efficienza e al servizio che si dà al cittadino più che alla difesa di corporativismi». 

Comunque il 30 maggio, se il Tribunale non dovesse approvare il concordato preventivo, l’azienda andrà in default. «Intanto ai cittadini bisogna dare risposte veloci. Per il rinnovo del parco macchine bisogna mettere sul piatto centinaia di milioni — fa notare — ma non fra 5 o 10 anni con i risparmi che il comune sta trovando con difficoltà». Molte delle speranze per una soluzione positiva risiedono per Massimo Colomban «nei due ottimi manager come Paolo Simioni e Cristian Ceresatto che ho lascito a dirigere l’Atac».

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