Stop della Metro B: quello non vi hanno raccontato.





Il 26 aprile è stata una giornata campale per l'utenza del trasporto pubblico romano. Sono quasi le 7 del mattino e alcuni utenti segnalano "pulviscolo presente all'interno delle stazioni"...



Sono quasi le 7 del mattino e alcuni utenti segnalano "pulviscolo presente all'interno delle stazioni" della metro b: subito scatta la macchina dello sgombero di tutta la linea e nel giro di pochi minuti si crea un caos generale che durerà più di due ore. Alcuni giornali parlano di "panico dei viaggiatori" come causa scatenante e attribuiscono a Enrico Stefano tale dichiarazione. Lui, da twitter, smentisce la notizia di aver pronunciato "panico". Potremmo essere polemici e ipotizzare abbia usato sinonimi di panico oppure insistere sulle motivazioni che hanno spinto a chiudere tutte le stazioni della metro b, o sulla mancanza di comunicazione durante lo sgombero, o ancora come mai in fase di sgombero della stazione termini alcune uscite d'emergenza sono state chiuse, o della disorganizzazione delle navette. No, niente di tutto ciò.

Oggi vi racconteremo la versione reale dei fatti.

Roma, stazione Piramide, 26 Aprile 2016, ore 6.35 del mattino: un manipolo di 35 persone tesserate Partito Democratico salgono sui convogli della metro B. Tra i loro capelli portano una pericolosa sostanza chimica chiamata volgarmente forfora.


Stazione termini, ore 6.59: in contemporanea i 35 loschi individui scendono dal treno agitando le chiome e spargendo nell'aria il terribile pulviscolo.

Stazione termini, ore 7.01: coordinati da un gesto del capo del gruppo i 35 sganciano all'unisono una puzzetta paurosa, frutto della mangiata della sera precedente a base di fagioli e ceci trattati con le letali sostanze di cui sono fatte le scie chimiche: al pulviscolo liberato negli ambienti si aggiunge un preoccupante odore di bruciato.


Stazione termini, ore 7.05: gente impaurita dall'atmosfera infernale della stazione comincia a picchiettare ripetutamente sui vetri del gabiotto dove alcune guardie giurate e dipendenti dell'atac stanno riposando mentre altre sono intente a partecipare alla finale aziendale di candy crush saga tramite i potentissimi smartphone di cui sono dotati: è il panico generale.


Linea B, ore 7.10: addetti e guardie giurate interrompono la finale di candy crush (altri si svegliano dal pisolino mattutino) e decidono di organizzare un'azione congiunta di ritorsione sull'utenza, rea di averli disturbati nel loro quotidiano cazzeggio: optano dunque per lo sgombero generale della linea senza diffusione di informazioni in merito.


Stazione termini, ore 7.15: una delle guardie giurate sente lo strano odore provenire dai binari e, credendo che la puzza venga da fuori si dirige con passo spedito a chiudere alcune uscite di sicurezza. "Pensavo che fosse stato Gino u puorc'" adducendo al senzatetto che si aggira quotidianamente per il piazzale della stazione, noto alle guardie per il suo particolare odore di monnezz che con il caldo primaverile si accentua così tanto da essere anche soprannominato "er secchione".


Nel frattempo sui vari social e nel castello della Regina Linda e nel maniero del prode Nàtale Enrichi (se non li conoscete vi suggeriamo di visitare la nostra rubrica 'favolette') si diffonde la notizia dell'accaduto e scattano immediatamente le contromisure:
  • arieggiamento immediato dei locali: porte, finestre, abbaini e botole vengono aperte per consentire una rapida dispersione del pestilenziale odore che ormai si è impadronito di tutta la tratta della metro b e parte della tratta della metro a
  • attivazione degli aspirapulviscolo: dei potentissimi aspiratori modello "Lapo Ellkam 3500" in grado di aspirare e bonificare in pochi secondi fino a 100 metri cubi di aria impolviscerata
  • attivazione del dispositivo di conferenza stampa: apertura della sala dove poter ospitare le orde barbare di giornalisti carichi di domande e trascrizione della versione romanzata dell'accaduto (quella che poi hanno raccontato a voi)
  • attivazione del diversivo anti pd: diffusione incontrollata di notizie atte a distrarre il pubblico dal problema tra cui rinvio del referendum a data da destinarsi.


Ovviamente vi hanno raccontato altro e vi hanno chiesto di fidarvi.
A voi la scelta.

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