L'elettrizzante avventura degli autobus di Atac




Ecologia, ecosostenibilità, inquinamento sono da tempo parole sulla bocca dei sindaci delle maggiori città del mondo che, tra i tanti argomenti del convegno C40 svoltosi a Città del Messico, hanno tentato di trovare una soluzione definitiva allo smog delle grandi città.



L'attuale sindaca di Roma, Virginia Raggi, intervenuta al convegno, si è impegnata a bandire entro il 2024 dal centro della città tutti i veicoli diesel, una promessa abbastanza impegnativa che probabilmente non sarà lei a mantenere fino in fondo visto che fra 6 anni difficilmente la vedremo dirigere la città. Non è stata l'unico primo cittadino a promettere il cambiamento in Italia; anche da Milano è arrivata la promessa della chiusura definitiva a tutti i diesel a partire dal 2026. Date diverse, promesse e progetti diversi. 

Facciamo adesso alcune premesse generali prima di comprendere progetti e promesse.
  • Bandire i veicoli diesel dal centro non significa eliminare l'inquinamento, ma spostarlo in parte fuori città, dove si fermeranno; la mossa è intelligente ma bisognerà ragionare a livello nazionale se vorremo avere risultati soddisfacenti.
  • Le polveri sottili in città diminuiranno significativamente (si spera), ma veicoli a benzina, metano, gpl e le auto ibride (le elettriche/benzina che inquinano come dei benzina normali) contribuiranno a mantenere sempre un certo livello di inquinamento
  • Il progetto contro il diesel è inutile se non si provvede a bandire i bus del trasporto pubblico dal centro. Ad esempio a Roma la totalità dei bus è attualmente diesel e costituisce una grossa fetta di inquinamento nella capitale.
  • I veicoli elettrici puri in realtà contribuiranno a spostare l'inquinamento da un'altra parte se l'energia con cui verranno ricaricati non verrà prodotta da fonti rinnovabili, inoltre lo smaltimento delle batterie esauste è un problema ecologico non da poco
Partiamo adesso con le notizie confortanti...
...di Milano


Il 27 marzo 2018 è finalmente partito il primo bus elettrico nella capitale meneghina, un interessantissimo progetto che porterà entro la fine di ottobre la flotta dei bus ad emissione zero di ATM da uno a DIECI entro metà aprile, a VENTICINQUE a metà ottobre di quest'anno. Ma il progetto non sembra fermarsi qui: già nei primi mesi del 2019 è previsto un bando di acquisto per portare a CENTOSETTANTA il numero totale dei bus elettrici operativi che nel giro di 10 anni dovrebbero arrivare a MILLEDUECENTO ossia alla sostituzione completa della flotta esistente.

A Roma
la suonata è un tantino più tetra.


Se da un lato sono in cantiere il prolungamento di un tram fino a piazza venezia (nel 2019), di un paio di funivie (sempre a partire dal prossimo anno), del prolungamento della Metro C fino alla stazione di colosseo (e poi non si sa), del progetto di un tram a viale Marconi (presentato ma non ancora approvato), dall'altro lato di sostituire i bus diesel con bus totalmente elettrici non se ne parla affatto. 

O meglio, se ne parla quel poco che basta a non convincerci che nel 2024 nella capitale il diesel sarà realmente bandito. 

Da un lato abbiamo una sessantina di minibus elettrici figli delle passate amministrazioni che avendo esaurito le batterie e non essendoci un contratto per la sostituizione giacciono a far la muffa in deposito. Dall'altro lato abbiamo una notizia abbastanza fresca, la promessa dell'assessora Meleo che verranno presto ripristinati (quanti non si sa), e l'arrivo entro la fine di ottobre di CINQUE autobus ad idrogeno

C'è però da scontrarsi con la triste realtà: i bus da ripristinare sono piccolini e dimensionati per viaggiare tra le strette vie del centro storico mentre i nuovi mezzi in arrivo non sono farina dell'attuale amministrazione capitolina ma della regione Lazio.



Adesso, 
cari cittadini romani,
se lo ritenete opportuno,
potete piangere.

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