Esperienze di viaggio a bordo del 520


La linea 520 è appena stata inaugurata ed un utente ha voluto condividere la sua esperienza di viaggio che ha aspetti positivi e negativi. Soffermandosi sui negativi, ha voluto dare qualche suggerimento




Alcuni giorni fa ho provato questa nuova linea. 

A parte il fatto di voler chiamare circolari tutte le linee a capolinea unico, che non è del tutto corretto - una linea circolare fa un percorso a circolo, mentre una linea può benissimo essere radiale ma a capolinea unico - ecco la mia esperienza. 

Allora: nel primo pomeriggio salgo sul mezzo al capolinea di piazza di Cinecittà (Subaugusta metro A), ed a bordo vi trovo due delinquentelli, di cui uno fumava, l'altro stava con la radio a tutto volume.

Volevo arrabbiarmi, ma poi - dati i tempi - ho deciso di lasciar correre, faccio notare che l'autista ancora non c'era. 

Per approfondire: La linea 520 - Orari e percorsi

Fortunatamente, dopo un po' i due mini-balordi scendono prima che il mezzo partisse (meno male), poi arriva l'autista, e si parte. 

Alla fermata di Capannelle posta in corrispondenza della fermata FS omonima salgono una giovane coppia di turisti nordeuropei che chiedono il biglietto all'autista, e lui risponde che non li vende. 

I due ragazzi rimangono male - da loro credo non esistite che si viaggi senza biglietto - ma continuano il viaggio, ed alla fine si arriva all'aeroporto. 

Ora, quello che io dico è che, a parte l'indubbia comodità del collegamento, servirebbero un paio di cose: 

  1. Un maggior controllo sui mezzi, stante la presenza dei due baby-teppistelli a cui ho prima accennato (ma qui a Roma ormai i controllori si vedono comunque pochissimo, altro che lotta all'evasione...); 
  2. Impiegare su questa linea autisti che sappiano parlare anche l'inglese, data la forte affluenza di turisti stranieri. 
  3. E non sarebbe sbagliato abilitare i conducenti di questa linea anche a vendere i titoli di viaggio, oppure mettere macchinette emettitrici a bordo dei bus ivi impiegati.

Sebbene l'idea dell'autista bigliettaio sia impraticabile in quasi tutta Roma, ritengo che probabilmente in questo tipo di linee potrebbe essere sperimentato, per le altre due considerazioni, credo che basterebbe il buon senso. Quale è la tua opinione? 

Commenti

Anonimo ha detto…
Non capisco cosa c'entri il "buon senso": io sono d'accordo con l'autore dell'articolo. Prima di tutto, i controllori si vedono a Roma troppo poco e solo su certe linee ed in certe zone, e pochi conducenti parlano l'inglese (per esempio, a Lisbona tutti i tramvieri lo parlano, oltre al portoghese). Circa l'infattibilità dell'autista-bigliettaio, è un discorso discutibile, perchè prima di tutto lo si fa in moltissime città europee e mondiali, ma anche in alcune altre città italiane, o lo si sta sperimentando; in secondo luogo, io lo vedrei come l'unica soluzione all'evasione tariffaria su linee a scarsa frequentazione, dove i controllori di fatto non vanno mai. Del resto, chi ha una certa età o chi conosce la storia del trasporto pubblico romano, sa che l'autista-bigliettaio esisteva tempo fa, a Roma, su alcune linee ATAC esercitate con i microbus dove non c'era il fattorino. E' chiaro che bisognerebbe valutare, linea per linea, zona per zona, dove lo si potrebbe fare e dove no, nonchè bisognerebbe apportare delle modifiche contrattuali anche ai conducenti, nonchè predisporre tutto un apparato, un sistema atto ad abituare la gente a questa novità, prevedendo altresì dei sistemi di tutela del conducente, eventualmente prevedendo, i primi tempi, un secondo agente di sussidio all'autista, o alcuni vigili urbani a bordo. A proposito di questi ultimi, a Torino e Verona in alcuni casi icontrollori sono scortati da agenti della Poliziza Locale; sarebbe il caso di farlo anche qui a Roma, specie in situazioni o in zone "calde".