Sicuri che la Roma-Lido aprirà la notte di Capodanno?




Provo a ricapitolare gli accadimenti del 28 dicembre perchè ci sono delle cose che non mi quadrano sulla possibile apertura della Roma-Lido per la notte di Capodanno, prendete questo post come il tipico ragionamento a voce alta.






Partiamo dall'inizio: prima di Natale Atac ha pubblicato gli orari dei mezzi pubblici per le festività con le tre ferrovie concesse - Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini Centocelle - in chiusura alle 21.30, da qui le polemiche e le varie dichiarazioni di cui parlavamo ieri.

A metà pomeriggio, la bella notizia, ufficializzata anche dalla Regione Lazio: la Roma-Lido rimarrà aperta la notte di Capodanno fino alle 2.30. Questo l'annuncio solenne.



Fine della storia.

O forse no, perchè aprire una linea per 5 ore in più non è uno scherzo, come mandare un tweet, ma è il risultato di un'opra organizzativa che, al momento, pare che Atac non abbia.

Facendo qualche rapido calcolo per tenere una linea aperta servono, oltre ai treni ed all'elettricità per farli muovere, altri piccoli dettagli che vado ad elencare:


  • 4 macchinisti ed altrettanti capotreni per far andare 4 treni che avrebbero frequenza di 20-25 minuti
  • 2 DCT che serve ad alimentare il cuore operativo dell’intero sistema
  • 1 Capo Stazione a Porta San Paolo
  • 2 Manovratori
  • Un numero variabile di agenti di stazione, almeno per quelle con l'ascensore
  • 15 tra agenti di guardia e personale delle pulizie (questi non dipendenti da Atac)

In pratica servono almeno una trentina di persone da trovare, su base volontaria, in un paio di giorni, anche perchè i turni saranno stati assegnati con la programmazione di cui abbiamo parlato prima.

Anche assegnare i turni, ammesso che si trovino le persone, non è un'operazione da poco, in quanto questi devono essere consegnati, tra l'altro, anche all'USTIF - Ministero dei Trasporti - e ad altri di cui non so molto, per cui mi fermo qui.

In conclusione, se questa estensione di apertura, avvenisse realmente, a mio avviso sarebbe un miracolo, ma se ciò non dovesse accadere, di chi sarebbe la colpa? Dei macchinisti? Dell'azienda? O di nessuno, solo che l'impossibile è impossibile.


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