Metro C - La questione di San Giovanni
Adesso spieghiamo la Metro C ed il raccordo con la Metro A: Facciamo conto che la metro A è la panca, e la metro C è la capra, il progetto originario prevedeva che la capra passasse sopra la panca. Il progetto originario prevedeva che la capra passasse...
Adesso spieghiamo la Metro C ed il raccordo con la Metro A: Facciamo conto che la metro A è la panca, e la metro C è la capra, il progetto originario prevedeva che la capra passasse sopra la panca. Il progetto originario prevedeva che la capra passasse sopra la panca. Poi è arrivato Paperoga, e ha deciso che la capra dovesse passare sotto la panca....
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Di Roberto Donzelli
Facciamo conto che la metro A è la panca, e la metro C è la capra.
Il progetto originario prevedeva che la capra passasse sopra la panca.
Poi è arrivato Paperoga, e ha deciso che la capra dovesse passare sotto la panca.
Con tutto quel che ne consegue quando quell'animale si trova sotto quel mobile.
Inoltre. La linea finisce a San Giovanni. Quindi quello è a tutti gli effetti un capolinea. I treni non proseguono (e dove? e come?), devono tornare indietro.
Ad un capolinea, sulle linee a doppio binario, i treni arrivano su un binario e ripartono sull'altro. Occorrono quindi interconnessioni tra i due binari per fare questa manovra.
Ma Paperoga si è dimenticato questo “trascurabile” dettaglio.
Cosicché i treni che arrivano su un binario non possono passare sull'altro per tornare indietro. E quindi? Devono tornare indietro sullo stesso binario, come se la linea fosse a binario unico.
Quello è un capolinea. Non ci si poteva scordare delle interconnessioni.
Non c'è giustificazionismo che tenga. Pendolari scaraventati in mezzo al nulla a Piazza Lodi, esercizio a binario unico e orari da ferrovia regionale, ritardi nell'apertura della stazione. Tutto ciò doveva essere evitato. Senza se e senza ma. Bisognava pensarci prima.
A questo punto, vogliamo che sia ancora Paperoga ad occuparsi del trasporto pubblico in città?