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Lo sciopero del 13? Preventivo e incomprensibile

A Radiocolonna Renzo Coppini del SULCT, il sindacato che ha detto ‘no’ all’agitazione: così perdiamo credibilità di fronte all’utenza - Venerdì 13 Roma vedrà l’ennesimo sciopero dei trasporti del 2017. Un appuntamento che – simbologia ostile a parte – si va a sommare a un’agitazione di Cotral prevista per il 17 ottobre e a un nuovo sciopero di Atac che si terrà il 27 ottobre.







Da Radio Colonna

Venerdì 13 Roma vedrà l’ennesimo sciopero dei trasporti del 2017. Un appuntamento che – simbologia ostile a parte – si va a sommare a un’agitazione di Cotral prevista per il 17 ottobre e a un nuovo sciopero di Atac che si terrà il 27 ottobre.

Tre giorni di fuoco in un solo mese per il trasporto pubblico romano e laziale. L’agitazione di questa settimana ha diviso anche il mondo sindacale, stretto tra gli irriducibili che l’hanno proclamata – USB, Orsa, Faisa – e quelli come SULCT che hanno detto ‘no’ all’ennesimo sciopero dei trasporti.

“Il contesto del concordato di Atac è molto difficile ma tutti i sindacati hanno avuto rassicurazioni chiare sul fatto che non ci saranno licenziamenti e che non verranno toccati gli stipendi di I e II livello – spiega a Radiocolonna Renzo Coppini, segretario romano del SULCT – con le altre sigle abbiamo fatto un percorso comune che rende incomprensibile la decisione di questo sciopero”.

Coppini è perplesso sul fatto che, a fronte delle rassicurazioni dell’amministrazione, si sia scelta un’intransigenza che delegittima le battaglie sindacali agli occhi dell’utenza.

“Gli utenti sono gli ultimi che dovrebbero essere penalizzati in questa fase difficile di Atac – prosegue Coppini – ho provato a fare da mediatore ma si è scelta la strada dello sciopero preventivo e così non può andare”. Al centro dell’incomprensione non c’è solo l’agitazione di venerdì ma le prospettive che si immaginano per l’azienda visto che “senza il concordato le conseguenze sarebbero davvero state drammatiche”. Il SULCT ritiene doveroso ribadire che l’agitazione dovrebbe tutelare i lavoratori e i cittadini senza cavalcare battaglie politiche e ideologiche, come si evince dal volantino che spiega le ragioni dello sciopero.

Per Coppini è importante, nonostante le difficoltà, dare fiducia al nuovo ad di Atac perché “le sacche di resistenza che impediscono il rilancio dell’azienda sono altrove e ancora stanno tutte li”.

“Se si mischia la politica e le privatizzazioni si crea confusione e non si fa capire nulla all’utenza – conclude il segretario – con il risultato che i cittadini esasperati alla fine si augurano che l’azienda fallisca e che tutti se ne vadano a casa”.

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