Atac, macchinette rotte e soldi mangiati: il caso delle MEB
Si chiamano MEB, e sono le Macchinette Emettitrici Biglietti dov’è possibile acquistare un ticket giornaliero o una corsa in metro. Nonostante l’acronimo ricordi quello della Sottosegretaria a Palazzo Chigi Maria Elena Boschi, qui si parla di Atac e di...
A cura di
Andrea Castano
13 settembre 2017 23:39
Si chiamano MEB, e sono le Macchinette Emettitrici Biglietti dov’è possibile acquistare un ticket giornaliero o una corsa in metro. Nonostante l’acronimo ricordi quello della Sottosegretaria a Palazzo Chigi Maria Elena Boschi, qui si parla di Atac e di uno dei tanti problemi della municipalizzata romana.
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Da Radio Colonna
Si chiamano MEB, e sono le Macchinette Emettitrici Biglietti dov’è possibile acquistare un ticket giornaliero o una corsa in metro. Nonostante l’acronimo ricordi quello della Sottosegretaria a Palazzo Chigi Maria Elena Boschi, qui si parla di Atac e di uno dei tanti problemi della municipalizzata romana. La Carta dei Servizi del 2013 dice che le MEB sono circa trecento. Sotto alle metropolitane romane sono tante le macchinette rotte o che prendono i soldi senza emettere un biglietto.
Una problematica che accade quotidianamente a romani e turisti senza che venga fornita un’assistenza adeguata per riavere indietro il denaro. Le MEB non accettano tagli di banconote superiori a 20 euro e il numero affisso per chiamare in caso di problemi (06/57003) non è di Atac ma di Roma Servizi per la Mobilità e non è attivo h24 e sette giorni su sette come scritto sulle macchinette.
Un altro capitolo interessante riguarda il costo sostenuto dall’azienda per rimborsare coloro che chiedono di riavere indietro di soldi. L’8 settembre un’utente, Erika Menvrillo, ha pubblicato su Twitter una foto che ritrae il rimborso ricevuto da Atac.
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