C 'era una volta Bernokkiland, un tranquillo villaggio di periferia...

Le telecamere e la sirena (nascoste)

C'era una volta Bernokkiland, un tranquillo villaggio di periferia con una chiesa, una piazza e una stazione dove tanti treni andavano e venivano incessantemente per portare le persone in città. Nella stazione non ci abitava nessuno...



La guardia che doveva stare attenta ai ladri era stata sostituita dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare se un ladro cattivo si avvicinava.

Il signore che faceva i biglietti per risparmiare era stato tolto e sostituito da due robot, controllati dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare se un ladro cattivo si avvicinava

Il signore che doveva controllare che i passeggeri salissero sul treno solo dopo aver fatto il biglietto era stato sostituito dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare

Una notte di Giugno, però, un ladro malvagio entrò nella stazione e mentre i robot dormivano rubò tutti i biglietti e le monetine. Era stato molto fortunato: sia le telecamere che la sirena quella notte (come tutte le notti) stavano dormendo e non si accorsero della sua presenza.


Il ladro cattivo
Prima di scappare via il ladro decise di lasciare un ricordo della sua cattiveria nella stazione e ruppe tutti i robot che facevano i biglietti.

I robot scassati
Quando il sole tornò a splendere il giorno dopo e il villaggio cominciò a svegliarsi tutti si accorsero di quel che era successo.

"AL LADRO !" - cominciarono ad urlare
"AL LADRO !" - urlò la telecamera
"AL LADRO !" - urlò la sirena
"AL LADRO !" - urlò il capotreno
"AL LADRO !" - urlò il macchinista
"AL LADRO !" - urlò il passeggero

Lo sceriffo del villaggio, sentite queste urla, corse di fretta in stazione, scortato da due guardie per capire cosa stesse accadendo.


Lo sceriffo del villaggio
"AL LADRO" - urlarono le guardie alla vista dei robot distrutti
"AL LADRO" - urlò lo sceriffo, dopo aver scoperto che le telecamere e la sirena erano rimaste a dormire invece di far la guardia

Mentre tutti erano impegnati ad urlare, non c'era nessuno ad aggiustare i robot, a vendere i biglietti alle persone che arrivavano in stazione o a controllare che le persone salissero sui treni dopo aver fatto il biglietto. Nel frattempo chi doveva andare in città, passava indisturbato e saliva sul treno senza fare il biglietto.

Le urla, sempre più forti, arrivarono finalmente al castello dove viveva Linda, la regina magica dei treni che, impaurita da questo vociare chiamò tutti i paggi del castello e li mandò di corsa a Bernokkiland a risolvere il problema.



I paggi arrivarono quando la notte era già scesa sul villaggio, dopo che i viaggiatori erano saliti sul treno senza biglietto per un giorno intero e le persone avevano smesso di urlare 'AL LADRO'. Si misero subito al lavoro:

un paggio aggiustò i robot che faceva i biglietti
un paggio pulì il pavimento dai cocci che aveva lasciato il ladro
un paggio portò dei biglietti puliti da dare ai robot 
un paggio portò le monetine che i robot avrebbero restituito come resto a chi voleva fare il biglietto
un paggio portò un carretto con altri biglietti puliti di riserva e altre monetine
un paggio pulì il vetro della telecamera che avrebbe dovuto riprendere il ladro cattivo
un paggio diede un tazzone di caffè alla sirena per evitare che si addormentasse e suonasse se il ladro fosse tornato 

un paggio, infine, dopo aver controllato la situazione e tornò al castello della regina per raccontare come i servi avevano messo a posto la stazione


Quando il sole tornò a splendere sul villaggio, la regina si affacciò al balcone per disprezzare a gran voce il ladro e annunciare al popolo che tutto era tornato alla normalità: nella la stazione uno dei robot era tornato a fare i biglietti, un paggio controllava il biglietto dei passeggeri che salivano sul treno e, fuori dalla stazione (per sicurezza) un paggio con il carretto con altri biglietti, pronto a scappare via se il ladro fosse ritornato per rubare ancora, evitando così che il ladro rubasse tutti tutti i biglietti.


E vissero felici e contenti!(...o almeno così ci dicono)


Nota per i genitori:  è vietato spiegare ai bambini perchè il servo in più messo a vendere i biglietti visto che c'era già il robot a lavoro e perchè il servo non si è messo dentro la stazione a vendere i biglietti

Autore: ATτACcaτi Al βus il più cialtrone del gruppo, poco serio quanto basta, ha il vizio di pensarla diversamente da chi fa politica. Stalker degli addetti dell'infoatac. Estimatore dell'arte povera del tpl, nonchè socio fondatore del #MoMatac . Per informazioni o segnalazioni, puoi scrivere a attaccatialbus@odisseaquotidiana.com



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