#RomaLido: tra futuro incerto e false speranze
Il futuro della Roma-Lido
Di Paolo Ferrara
La linea ferroviaria più importante di Roma , non trova pace tra la miriade di promesse non mantenute. Oggi è il turno dell’assessore regionale ai Trasporti, Michele Civita, che pochi giorni fa, ha asserito, che non c’è da parte della Regione Lazio la volontà di vendere la tratta ferroviaria.
Ma i sogni dell’assessore, proseguono con l’affermazione alquanto bizzarra che, “Se viene qualcuno che investe risorse proprie, e ci presenta un progetto di trasformazione in metropolitana di questa tratta, possiamo prendere in considerazione l’ipotesi di affidarla in gestione”.
Che dire, la regione Lazio vuol vincere facile!
L’unico problema è che per far diventare la linea Roma – Lido una metropolitana di superfice è necessario un investimento di oltre 400 milioni e, considerando tale concessione rientrante in un project financing (ai privati), la cosa preoccupa un po’. D’altronde, il finanziamento di un progetto prevede un investimento del pubblico che può arrivare sino al 90% a gestione privatistica dell’opera.
Il project financing è un contratto di concessione stipulato tra privato e pubblico per la costruzione e gestione dei servizi in cui il privato mette i finanziamenti per cominciare l’opera e l’ente pubblico usufruisce del servizio impegnandosi a versare un canone per tutta la durata della concessione (25 – 30 – 35 – 60 anni).
Così se per ipotesi il privato gestisce male il servizio o il mercato cambia per mille diversi motivi e i guadagni previsti non arrivano, sarà l’ente pubblico che, dopo aver pagato il canone, ripagherà anche il debito con il risultato che quel servizio di valore fino a 100 volte di più. Con il project financing l’ente pubblico si carica sulle spalle un debito che gli cascherà addosso solo molti anni dopo e che come tale, non entra nei bilanci correnti di gestione.
Quindi, nessuno lo vede. Diventa così un debito occulto, nascosto nei bilanci di società a diritto privato, che va a sommarsi al già enorme debito pubblico italiano. Questi debiti, che emergeranno fra qualche decina di anni ricadranno tutti sulle spalle delle generazioni future di contribuenti, con effetti devastanti e ad oggi inimmaginabili.
Tempi sempre più duri aspettano i pendolari, che dovranno continuare a viaggiare in condizioni disumane, tra temperature elevate e convogli sempre più pieni e fatiscenti , con orari e corse ormai ridotti al lumicino.