#Atac verso la privatizzazione?

- Ennesima puntatadella telenovela Atac – Si affaccia lo spettro dellaprivatizzazione ed inizia il fuoco di sbarramento della politicaromana - Corrono voci che già vedono la metro in...

04 ottobre 2013 10:30
#Atac verso la privatizzazione? -
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#RassegnatiStampa - Ennesima puntatadella telenovela Atac – Si affaccia lo spettro dellaprivatizzazione ed inizia il fuoco di sbarramento della politicaromana - Corrono voci che già vedono la metro in mano alle Ferroviedi Moretti (rabbrividisco al solo pensiero, per informazionicitofonare Trenord) – Di seguito il circo delle dichiarazioni –Mi raccomando leggere con cautela e soprattutto non dimenticare…




LAVORIAMO CON TRASPORTO


Da: ilvelino


Atac, Valeriani (Pd): No allaprivatizzazione. Serve impegno per rilancio Tpl


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Viaggiatori“A Roma il sistema del trasportopubblico locale è già aperto agli operatori privati che gestisconogran parte delle linee bus periferiche per un totale di diversimilioni di chilometri di servizio ogni anno. La sfida per ilrisanamento e il rilancio di un settore strategico e fondamentale perla qualità della vita di milioni di persone non può passareattraverso un processo di privatizzazione delle aziende”. Loafferma in una nota Massimiliano Valeriani, vicepresidente Pd delConsiglio regionale del Lazio. 


“Serve invece un serio impegnocondiviso da istituzioni, organizzazioni sindacali e lavoratori –prosegue - con l’obiettivo di promuovere e sostenere un programmadi riorganizzazione ed efficientamento del trasporto pubblico, teso agarantire ai cittadini il pieno diritto alla mobilità. 


“È perquesto che non si può affrontare e risolvere i problemi di unsettore puntando a privatizzarlo – conclude Valeriani - iltrasporto ha una forte valenza sociale che imporrebbe il mantenimentodi un ruolo e una gestione pubblica”.


Da: ferpress.it


Roma: Pedetti (Pd) presenta mozione sulrilancio e la gestione di Atac


(FERPRESS) – Roma, 2 OTT – È statapresentata dal consigliere PD Pierpaolo Pedetti, membro dellacommissione mobilità di Roma Capitale, la mozione riguardanteindirizzi sul rilancio e la gestione dell’azienda di trasportopubblico locale Atac.


Da: www.agenparl.it


Roma, 01 ott - "A Roma il sistemadel trasporto pubblico locale è già aperto

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Viaggiatoriagli operatori privati,che gestiscono gran parte delle linee bus periferiche per un totaledi diversi milioni di km di servizio ogni anno". 


"La sfidaper il risanamento e il rilancio di un settore strategico efondamentale per la qualità della vita di milioni di persone nonpuo' passare attraverso un processo di privatizzazione delle aziende.Serve invece un serio impegno condiviso da istituzioni,organizzazioni sindacali e lavoratori con l'obiettivo di promuovere esostenere un programma di riorganizzazione ed efficientamento deltrasporto pubblico per garantire ai cittadini il pieno diritto allamobilità”. 


“Non si può affrontare e risolvere i problemi di unsettore puntando a privatizzarlo: il trasporto ha una forte valenzasociale che imporebbe il mantenimento di un ruolo e una gestionepubblica". E' quanto dichiara in una nota MassimilianoValeriani, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.


Da: www.online-news.it


«Il Riassetto Atac deciso dal nuovo adche ha voluto intorno a sé tutti nomi vecchi e noti ai più, nonconvince. 


A cominciare da Pietro Spirito, ora direttore centraleoperazioni, Roberto Cinquegrani al Commerciale e Marketing, allaDivisione superficie Giuseppe Alfonso Cassino, Antonio Abbate agliAffari Legali. 


E, poi il grande rientro di Vincenzo Saccà (Relazioniistituzionali), Vincenzo Pesce (Amministrazione e finanza) e GiovanBattista Nicastro (Metro-ferro). Al Personale, troviamo GiuseppeDepaoli, ex Alitalia, assunto in Atac senza passare da concorsopubblico e ciliegina, un piccola promozione anche a PatrizioCristofari, genero dell’ad Adalberto Bertucci e seguito anche daGianluca Ponzio, conosciuto per i suoi trascorsi. Insomma nei postichiave sono tornati quasi tutti gli uomini entrati in azienda aitempi del vecchio ad Maurizio Basile, ex capo di gabinetto colcentrodestra. In breve più che una nuova Atac sembra una sorta direstaurazione. 


Alla luce di un quadro così enigmatico rientrafunesto anche lo spettro della privatizzazione». Lo dichiarano, inuna nota congiunta, i consiglieri SEL di Roma Capitale, Gemma Azuni eGianluca Peciola. 


«È chiaro che non staremo a guardare inermi –prosegue il comunicato – e non permetteremo che l’azienda ditrasporto di Roma Capitale, contrassegnata in questi anni da unacattiva gestione, venga privatizzata con conseguenze negative per ilservizio, per gli utenti e per i lavoratori. 


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Mezzi usatiInoltre è opportunoricordare che La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima laliberalizzazione dei servizi pubblici locali, fra cui quelli digestione dei servizi idrici, prevista dalla seconda manovracorrettiva 2011 del governo di Silvio Berlusconi, il decreto legge138/2011. Secondo quanto si legge nel dispositivo depositato, laConsulta ha dichiarato il 17 luglio ‘l’illegittimitàcostituzionale dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011′ele successive modifiche, vale a dire anche l’articolo 53 deldecreto Cresci-Italià del Governo Monti (d.l. 83/2012), bocciandosostanzialmente la vendita forzosa delle società pubbliche diservizi. 


Dovere di questa amministrazione è quindi quello dirisanare e rendere efficiente l’Atac con tutti i servizi e l’indotto che vi è intorno, poiché essa è sinonimo di prestigio euna potenza inesauribile per il futuro della Capitale. È questa labattaglia che bisogna intraprendere non ne esiste altra! ».


Da: www.agenparl.it


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ViaggiatoriRoma, 01 ott - Sciagurata è qualsiasiidea o proposta di privatizzazione di Atac. Il rilancio di Atac e deltrasporto pubblico locale deve passare necessariamente attraverso unpiano strategico di sviluppo che coniughi efficienza e competenza conquantità e migliore qualità del servizio pubblico.

Per questo, perun servizio di trasporto pubblico a misura di cittadino, occorreimprimere un cambio di passo deciso e immediatamente percepibiledall’utenza, cioè dai tanti cittadini romani che lo utilizzanoquotidianamente. Il nuovo management aziendale ha questo obiettivo esu questo sarà monitorato e valutato con rigore e severitàdall’amministrazione capitolina. 

Lo afferma in una nota ilcapogruppo della Lista Civica Marino, Luca Giansanti.


Da: ilvelino


Atac, Marroni (Pd): no aprivatizzazione “Rilanciare azienda attraverso risorse statali”


“Il Partito democratico è stato ed ècontrario alla privatizzazione di Atac, azienda strategica per iltrasporto romano. Non c’è, infatti, nessuna grande capitaleeuropea che non preveda un intervento diretto sul trasporto pubblicolocale. Inoltre le ipotesi apparse sui giornali, se vere,assomigliano troppo ai piani poco chiari già pensati dagli uomini diAlemanno per depauperare un grande patrimonio della città e sventatidal centrosinistra. Il Sindaco Marino ha giustamente chiesto unsostegno alla Capitale d’Italia da parte del Governo Letta, ed inParlamento c’è il nostro impegno per salvare Roma dal default eper garantire tra l’altro il trasferimento delle somme dovuteall’amministrazione capitolina proprio per il trasporto pubblico”.Così in una nota il deputato Pd Umberto Marroni. “Per questochiediamo che il Mef e di conseguenza la Regione Lazio eroghinosubito i fondi per Roma, visto che non sussiste nessun vincololegislativo cogente tra i piani sanitari delle regioni e le risorseper il tpl. Oggi una delle priorità dell’amministrazionecapitolina deve essere quelle di rilanciare Atac, migliorare ilservizio di Tpl per i cittadini romani e salvaguardare i livellioccupazionali, anche attraverso l’utilizzo delle norme previste dalDecreto del Fare”.


Da: Cinquegiorni


Atac, lo spettro della privatizzazione


Futuro della società in bilico inattesa dello sblocco di nuovi fondi


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MezziLa paura corre sul filo (metaforico) inAtac. Apparentemente le apprensioni più angosciose riguardano ilfuturo dell'azienda e soprattutto il rischio della privatizzazione.Così corrono voci (antiche) che già vedono la metro in mano alleFerrovie di Moretti. Altre che temono lo spezzatino dell'azienda dovei bocconi migliori possano finire sulle tavole dei privati e tantealtre voci che si rincorrono nonostante le rassicurazioni bonariedell'assessore Improta.


Che il nemico fosse alle porte loavevano paventato i sindacati, in primis la Cgil a maggio, con un fuoco di sbarramento ben prima che il nuovo AD Broggi da Milanooccupasse la poltrona lasciata libera da Diacetti che a metà delluglio scorso aveva lasciato mestamente l'incarico con il qualeAlemanno l'aveva miracolato. Lui proveniente da Risorse per Roma,dopo che il sindaco aveva sfiduciato Tosti nell'estate dello scorsoanno per contrasti sul piano industriale e per una idea digovernance non apprezzata a destra.


Poi la botta è arrivata giorni fa quando il direttore generale Cassano è stato dimissionato da Broggiche sta rimaneggiando il management recuperando dirigenti che eranostati nella manica di un'altro ad. Quel Maurizio Basile, già capo digabinetto di Alemanno , succeduto nell'ottobre del 2010 a Bertuccidopo lo scandalo di parentopoli che gli era costata la poltronaconto terzi (leggasi Alemanno). Ma è quando il Broggi da Milano fafuori Cassano che alti lamenti si levano dalle prefiche del Pd cheaccusano Ignazio Marino di essersi mosso con scarsa condivisione elamentano il ritorno in Atac di molti dirigenti che furono conBasile.


Dov'è il rinnovamento? Si chiedonoscandalizzati. Guardandosi bene dal ricordare che la nomina diCassano e Tosti avvenne nell'aprile 2011 dopo una lunga trattativafra il sindaco e il Pd secondo consolidate logiche consociative. Una soluzione che tutto il partito, dal suo ex segretario cittadino Miccoli all'allora capo gruppo Marroni, non esitarono a definiresalvifica per il futuro dell'azienda, sottoponendosi ad un estenuanteciclo di incontri con i lavoratori. Ma Ignazio, si sa, non è certouomo delle decisioni collegiali e aborre il consociativismo. Così aluglio scorso il duo Marino/Improta spariglia le carte e arriva ilBroggi da Milano che, contrariamente all'assessore, di trasporti nonse ne intende gran che, ma di finanza tanto. A lui la missionimpossible di rimettere in piedi Atac. Che male c'è se recuperaqualche dirigente e forse pezzi del piano industriale di Basile? Infondo l'ex capo di gabinetto di Alemanno, ma anche vicino a Veltroniche lo nominò AD di Aeroporti di Roma, aveva le idee chiare. Osò,ad esempio, proporre l'aumento delle tariffe che poi Tosti attuò.


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MezziDopo parentopoli, si era messo in mentedi tagliare gli organici amministrativi gonfiati a dismisura. Volevaverificare la produttività di autisti e operai e quindi laconvenienza delle linee. Per non parlare del reinserimento dibigliettai e controllori per riassorbire qualche esubero . Poitoccava riportare all'interno dell'azienda le attività dimanutenzione ed officina polverizzate negli appalti esterni. Per nonparlare del controllo sulle milionarie forniture ad Atac. Ma la madredi tutte le leve finanziarie doveva essere la vendita delle struttureimmobiliari di Atac dismesse. Come fu successivamente deliberato daComune nel giugno 2011 senza che ad oggi si sia ancora venduto unmattone. Il successivo piano Tosti/Cassano, va detto per correttezza,non era molto differente, ma più morbido per quanto riguarda i taglie l'aumento della produttività, solo che Tosti si trovò adaffrontare un braccio di ferro con l'allora assessore Aurigemma chein quel momento rappresentava (con Laboratorio Roma) la chiave divolta in Consiglio per tenere in piedi Alemanno sino alle elezioni.


Oggi Atac attende una boccata diossigeno dai circa 200 milioni della Regione immobilizzati per pagareil debito sanitario e che solo il Governo può sbloccare. Ma anchefosse, si sa che non saranno risolutivi per risanare l'azienda. Losanno i sindacati, lo sa la sinistra, lo sanno tutti, ma il soloevocare qualche forma di privatizzazione fa venire l'orticaria.Allora tanto vale attendere i tagli di Broggi. Poi magari una pezzapotrebbe mettercela il governo Si (ripetiamo) ma quale?



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