Sciopero, le colpe del Sindacato

Rinchiudeteli! Forse mi ero spiegato male nei giorni scorsi, ma il concetto è chiaro: "I sindacati non hanno assolutamente la dimensione della realtà" - Toni trionfalistici per aver violato la legge,...

03 ottobre 2012 13:37
Sciopero, le colpe del Sindacato -
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Rinchiudeteli! Forse mi ero spiegato male nei giorni scorsi, ma il concetto è chiaro: "I sindacati non hanno assolutamente la dimensione della realtà" - Toni trionfalistici per aver violato la legge, a spese vostre, tutto condito da minacce sparse - Le manifestazioni come gli scioperi non servono a nulla, solo a far imbestialire gli utenti - Utenti che poi sono gli stessi iscritti al sindacato - Ricordatelo voi utenti, che sono gli stessi che dovrebbero difendervi... ed a cui pagate la tessera.


TreninoReport.


Nei giorni scorsi avevo scritto, copiando da chi scrive meglio di me - come è mio costume - alcuni post che trattavano dello sciopero e di quanto fosse inutile, come minimo e dannoso nei rapporti tra dipendenti delle varie aziende di trasporti italiane e l'utenza.


forse mi ero spiegato male, ora lo ripeto chiaramente: I sindacati (la minuscola, non è un refuso) non hanno assolutamente la dimensione della realtà e ci stanno trascinando nel baratro. La prova? Guardate quello che è successo ieri a Milano, ma anche quello che è successo a Roma durante le Fasce di Garanzia (Certificati medici che fioccavano come neve e treno a Roma Nord chiuso).


E' inutile poi chiedere la testa dei vari Amministratori Delegati, tanto loro, come chi decide gli scioperi, stanno nei loro "palazzi"e si muovono con le auto blu, o di servizio ed a lottere tra loro rimangono lavoratori ed utenti (che sono lavoratori anche loro, non dimenticatelo) come i Capponi di Lorenzo dei Promessi Sposi - per chi non conoscesse la storia a breve la pubblico.


Coprire infamie come quella riportata nella foto sopra è ingiustificabile, io mi vergognerei e sicuramente non scriverei frasi come questa: "Se dopo questa protesta ancora nessuno si muoverà, intensificheremo la lotta fino a quando non sara’ giunto l’obiettivo del contratto, anche attraverso una grande manifestazione nazionale con il blocco totale di tutti i servizi senza fasce orarie per permettere a tutti gli addetti al trasporto pubblico locale di partecipare” (fonte: http://www.giornalettismo.com).

Questa frase arrogante non l'ha detta Fiorito o Berlusconi, ma un Delegato della Filt-Cgil, Delegato vuol dire che voi con le vostre tessere l'avete autorizzato a far incazzare di più l'utenza (questo lo spiego per chi non ci arriva da solo), ma l'obiettivo della rabbia degli utenti sarete voi, non lui (o loro).


Poi parliamo più in generale, noi siamo utenti in questo caso, ma quanti di noi "utenti" siamo anche tesserati (io no, avevate dubbi) con varie sigle sindacali? Guardate bene la foto sopra, questo è il rispetto che hanno per voi! Ricordatevene al momento in cui vi iscrivete...



Purtroppo queste persone hanno trascinato i Sindacati, la forma più nobile di associazione dei lavoratori, nello stesso groviglio di interessi in cui questi politici hanno trascinato l'Italia... Bisogna ringraziare e molto queste istituzuioni e le persone che durante gli anni 60 e 70 hanno rischiato la vita (e qualcuno l'ha pure persa), ma adesso questi sindacalisti da poltrona che parlano di cose anacronistiche e ci mettono gli uni contro gli altri sono degni ancora del nostro rispetto?
 

Come al solito questa è la mia opinione e sono pronto a confrontarmi con le vostre...


UPDATE: L'Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha avviato un'indagine conoscitiva per verificare se ieri, nel corso dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale, siano state garantite, nelle principali aree metropolitane, le prestazioni minime indispensabili». Lo dichiara Roberto Alesse, Presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che fa sapere di aver «scritto ai Prefetti e alle Aziende di trasporto per avere urgenti informazioni su quanto è accaduto».

  Da: http://www.corriere.it
 
Nella metropolitana di Milano, prima dell'inizio dello sciopero, molti passeggeri hanno tentato di salire sugli ultimi treni disponibili. Nella foto, una signora alla fermata Duomo passa sotto la saracinesca mentre si sta chiudendo. Non è da Paese civile uno sciopero così, con il caos, i disagi, la paura di centinaia di passeggeri sequestrati nel metrò e Milano che paga un prezzo altissimo alle ragioni contrattuali degli autoferrotranvieri.

Non è accettabile scaricare ogni volta sull'utenza il peso di una protesta che appare rituale, bloccare le città italiane, da Venezia a Roma a Napoli a Bari, senza cercare un compromesso tra rivendicazioni legittime ed esigenze della comunità. Altre volte, invece, la meccanica dello sciopero con le fasce di garanzia è stata assorbita dai cittadini rassegnati a lunghe code e grandi attese. Ieri a Milano c'è stato un corto circuito. Un'isteria collettiva scatenata da un freno a mano tirato sulla linea Uno del metrò.



Tutto bloccato, a pochi minuti dal secondo tempo dello sciopero. I passeggeri che dovevano scendere dal treno si sono rifiutati di farlo. Quelli che dovevano allontanarsi dalla banchina hanno ignorato l'invito dell'Atm. Il timore di perdere l'ultimo metrò ha fatto scattare un'insubordinazione. I cittadini non si sono fidati degli annunci e delle parole dei controllori. Hanno presidiato il treno. Si sono ammutinati. La ragione è stata scavalcata da un atto di forza. Uguale e contrario a quello che tanti passeggeri ritenevano di aver subito da chi ha proclamato lo sciopero.



C'è sempre qualcosa di esagerato quando una situazione precipita. Le immagini delle persone che abbassano la schiena, rischiando di essere schiacciate dai cancelli del metrò per raggiungere in tempo il posto di lavoro, sono indicative. Qualcuno aveva calcolato i tempi esatti dell'agitazione: e protesta o corre perché spera di farcela e teme che le serrande vengano abbassate qualche minuto prima.



Difficile spiegare a un lavoratore lasciato a piedi che i sindacati non ce l'hanno con lui, ma con il governo. Chi soffre e patisce di più questa situazione è un utente debole, penalizzato dalla crisi e infastidito dai troppi disagi. Chiede anche lui rispetto. Chiede anche lui di essere capito. Di non essere lasciato lì, come un pacco. Di non essere umiliato.



Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari. In ogni città il blocco del trasporto pubblico ha creato un'emergenza. Ma a Milano l'emergenza è diventata allarme, una questione di ordine pubblico. È intervenuto il prefetto. Si è mosso il questore. Sono arrivate le ambulanze del 118. Si è affacciata l'ipotesi della precettazione, mentre il sindaco Pisapia twittava da lontano: Atm sta intervenendo il più presto possibile...



Ci sono colpe, responsabilità? Adesso la Lega parla di situazione da Terzo mondo e chiede le dimissioni del presidente Atm. Il teatrino della politica si muove secondo i soliti rituali. La sinistra accusa il centrodestra per la gestione passata dei trasporti. Ma la questione sollevata dall'inferno nel tunnel della linea rossa di Milano è un'altra. È quella del rispetto per i cittadini, della responsabilità dei sindacati, della necessità di tutelare tutti quei lavoratori sui quali si scarica lo sciopero dei trasporti pubblici.


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