Diacetti, "Atac, ora comincia il dopo Parentopoli"

Diacetti Dixit: "entro un mese azzererò tutti i super minimi e gli ad personam" (il 10 novembre - una parte della remunerazione da fissa a variabile) - sul core business di ATAC: "trasportare la gente...

11 ottobre 2012 16:11
Diacetti, "Atac, ora comincia il dopo Parentopoli" -
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Diacetti Dixit: "entro un mese azzererò tutti i super minimi e gli ad personam" (il 10 novembre - una parte della remunerazione da fissa a variabile) - sul core business di ATAC: "trasportare la gente su vetture linde e decorose" (vorrei raddoppiare i turni di pulizia dei bus) - sulle imposizioni politiche : "pronto a dire molti no" - IoCiCredo


Da: http://www.repubblica.it/


Il nuovo amministratore delegato dell'azienda promette una rivoluzione in tre mosse.

Intanto la perdita d'esercizio prevista sale da 132 a 175 milioni di eurodi ANNA BORGOGNONI


Dice che bisogna fare in fretta, "approvare subito la delibera sull'in house che ci consentirà di ristrutturare il debito e salvare l'azienda". Dice anche che non è più tempo di vacche grasse e dunque "entro un mese azzererò tutti i super minimi e gli ad personam", ovvero quegli aumenti ingiustificati di stipendio riconosciuti agli imbarcati di Parentopoli. Dice infine di essere "pronto a dire molti no" qualora la politica, specie sotto elezioni, volesse imporgli "nuovi organigrammi e assunzioni". Sono tutte le sfide (impossibili?) di Roberto Diacetti, neoad di Atac.


Partiamo dalla delibera che dovrebbe affidare per sette anni il servizio del trasporto pubblico al totale controllo del Campidoglio: è ferma in consiglio comunale e non si sa quando verrà approvata; tra l'altro il Pdl ha votato contro la proposta del Pd di anticipare il varo a prima del Bilancio...


"Non entro nelle polemiche politiche. Però voglio rivolgere un appello bipartisan a tutti i partiti perché l'approvino entro fine mese, ce lo chiede il sistema bancario: l'in house è un passaggio fondamentale perché ci consente di ristrutturare il debito. Significa poter pagare i fornitori in tempi ragionevoli, evitare sospensione dei servizi, superare le criticità finanziarie".


Ma non a recuperare l'enorme deficit strutturale dell'azienda, che anche quest'anno chiuderà con un enorme perdita di esercizio... A proposito a quanto ammonta con esattezza?


"I 132 milioni previsti inizialmente sono ora saliti a 175".


Quanto ha inciso la mancata valorizzazione dei depositi Atac che, a partire da quest'anno, dovevano essere dismessi per fare cassa?


"In effetti uno dei pilastri del piano industriale sono le valorizzazioni immobiliari che nel 2012 avrebbero dovuto fruttare una plusvalenza di 43 milioni. Purtroppo però le varianti urbanistiche non sono state approvate e noi ci siamo trovati con 43 milioni di proventi straordinari in meno".


E sul personale, croce di ogni ad di Atac, cosa pensa di fare? Da quanto si è capito, il suo predecessore, l'ingegner Tosti, ha perso il posto anche per aver aver varato un piano di riorganizzazione risultato indigesto all'ala pidiellina...


"Io ho in mente una riorganizzazione dell'azienda che orienti la struttura al core business di Atac, che è quello di trasportare la gente - possibilmente su vetture linde e decorose, tant'è che vorrei raddoppiare i turni di pulizia dei bus - non di fabbricare carta. Dando più responsabilità e potere agli stabilimenti, agli impianti e alle rimesse, più che all'amministrazione".


Lei lo sa, vero, che dal 2008 in poi gli ingegneri a capo di quegli impianti sono stati cacciati e sostituiti con gente spesso senza titoli?


"Se è così verranno rimpiazzati con personale qualificato".


Non è il primo che ci prova...


"Ho il vantaggio che alcune scelte non sono più procrastinabili".


Anche lei vuol far dimenticare Parentopoli?


"Bastano tre mosse. Primo: poiché penso che la retribuzione debba essere proporzionata alla mansione, entro il 10 novembre azzererò tutti i superminimi e gli ad personam. Secondo: i dirigenti, che godono di un regime diverso, avranno traformata una parte della remunerazione da fissa a variabile, come indennità di risultato. Terzo: introdurremo un regolamento che disciplini gli avanzamenti di carriera in base a paletti e parametri precisi. Non è possibile che un autista resti autista a vita ma nemmeno che dopo una settimana diventi dirigente".


Ottimi propositi, ma le elezioni si avvicinano, la politica potrebbe imporle delle scelte, nuove assunzioni...


"Sono pronto a dire molti no, ogni volta che l'interesse dell'azienda lo imporrà".


Vedremo. Intanto lei non si è ancora dimesso da Risorse per Roma e prende due stipendi.


"È una bugia: l'unico stipendio che percepisco è quello di Risorse, dove ho deciso di restare sino al 12 ottobre per due ragioni: chiudere - in utile - la trimestrale del 30 settembre e fare il passaggio di consegne. Le cose importanti non vanno mai lasciate in sospeso".

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