Tosti: "il sindaco mi ha rinnovato stima e fiducia" - C'è qualcosa che mi sfugge...
Fermi tutti!!! Contrordine! - Da qui non se ne va nessuno... - Nota di Tosti AD di Atac : "Il sindaco di Roma e io abbiamo avuto un lungo incontro, al termine del quale il sindaco mi ha rinnovato stim...
Fermi tutti!!! Contrordine! - Da qui non se ne va nessuno... - Nota di Tosti AD di Atac : "Il sindaco di Roma e io abbiamo avuto un lungo incontro, al termine del quale il sindaco mi ha rinnovato stima e fiducia. Nei prossimi giorni proseguiremo il confronto appena aperto" - Dobbiamo aspettare ancora un po? - Varie reazioni politiche che vi risparmio...
Atac, il sindaco va allo scontro L'ad Tosti: «Non mi dimetto»
ROMA - Un confronto di quasi quattro ore che, racconta chi era in Campidoglio, è stato serrato, difficile, teso: dalle sei e trenta della sera, il sindaco Gianni Alemanno ha ripetutamente chiesto di dimettersi all'amministratore delegato di Atac, Carlo Tosti. Alle undici, fonti vicine a Carlo Tosti divulgano il commento dell'ingegnere: «Il sindaco di Roma e io abbiamo avuto un lungo incontro, al termine del quale il sindaco mi ha rinnovato stima e fiducia. Nei prossimi giorni proseguiremo il confronto appena aperto».
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Data per certa la conferma del direttore generale Antonio Cassano - che però uscirebbe ridimensionato dalla rivoluzione dei vertici - sulla poltrona di amministratore delegato siederà Albino Ruberti, in arrivo dopo una lunga permanenza a Zetema, voluto e confermato da Francesco Rutelli prima e da Walter Veltroni poi. Alla guida del settore Comunicazione dovrebbe arrivare Cynthia Orlandi, ora direttore del marketing, che prenderebbe il posto di Carlo Parmeggiani «messo a disposizione». Orlandi, vicina al presidente del Lazio Renata Polverini, ha avuto incarichi anche con il centrosinistra, sia con Francesco Rutelli sia con Piero Marrazzo. La rivoluzione Atac, dunque, potrebbe essere alle porte. Carlo Tosti, fino a oggi, è rimasto sulla poltrona di amministratore delegato dell'Atac circa quindici mesi. Un tempo oggettivamente breve per risanare un'azienda dai conti in rosso e dalle mille difficoltà, ma probabilmente in linea con quello concesso ai suoi predecessori dell'era Alemanno.
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