Pendolari, verso un autunno di disagi

Vi siete allenati? No? Emosocavoli vostri! Le premesse a luglio e agosto c'erano tutte (ma erano per temprare il fisico), adesso però non si scherza più! Il Corriere della Sera traccia un quadretto a...

03 settembre 2012 12:47
Pendolari, verso un autunno di disagi -
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Vi siete allenati? No? Emosocavoli vostri! Le premesse a luglio e agosto c'erano tutte (ma erano per temprare il fisico), adesso però non si scherza più! Il Corriere della Sera traccia un quadretto a dir poco desolante - FR 1, 2 ,3 ... Roma-Lido, Roma-Viterbo funzionano tutte allo stesso modo, cioè per niente - Leggetelo tutto d'un fiato, se ne avete il coraggio...
Pendolari, verso un autunno di disagi - Ritardi, disservizi: un calvario sui treni
Attese fino a 70 minuti sulla Roma-Orte. Intorno a Roma 500 mila viaggiatori-ostaggio: lavori in corso, porte rotte, furti
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Pendolari 2 – Il ritorno». Si potrebbe intitolare così il film in programma in queste ore sulle tratte ferroviarie della città eterna. Una pellicola a metà strada tra horror e commedia, di quelle però dal gusto amaro in stile Dino Risi. Le vacanze sono finite per le migliaia di utenti delle linee romane, consapevoli che i problemi dei loro amati/odiati trenini sono rimasti lì ad attenderli. Con la riapertura delle scuole poi, lo stress da disservizio quotidiano si unirà all’iper-aumento demografico della popolazione dei pendolari. E lunedì 3 settembre, neanche a farlo apposta, sulla linea direttissima Roma-Orte si registrano forti rallentamenti a causa di un furto di rame: una quarantina - tra Eurostar, intercity e regionali - i treni con ritardi tra i 15 e i 70 minuti. Sulla linea, interrotta nella notte, il traffico sta lentamente tornando regolare.


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TRENI COME FORNI, O GHIACCIAIE - Nell’estate 2012 il servizio di trasporto da e per la Capitale ha battuto ogni record possibile, in negativo, riguardo a disagi, guasti e comfort. Treni surriscaldati come forni (nel prossimo inverno, saranno ghiacciaie?), corse soppresse, assenza di comunicazioni e avvisi all’utenza, viaggiatori mollati sulle banchine ad attendere convogli fantasma, stazioni simili a deserti dove avere assistenza o accedere ad una semplice toilette era impresa titanica. Con la massa di turisti stupefatti da tanto disagio e i viaggiatori, habitué delle solite odissee, costretti a ripetere dispiaciuti un laconico «welcome to Rome».


LA CARICA DEI CENTOMILA – Si calcola che su ciascuna delle 5 tratte ferrate urbane ed extraurbane di Roma, ogni singolo giorno si muovano circa 100mila cittadini. Mezzo milione di disperati. È la malattia del pendolarismo e colpisce chi è obbligato a utilizzare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro. Se poi la distanza è abissale, come per la Fr5 che collega Roma a Civitavecchia, passando per Fregene e Ladispoli, la tortura si fa più lunga. Soprattutto se, con la corsa soppressa, ti ritrovi in stazioni nel bel mezzo del nulla, come l’Aurelia, voluta ai tempi del Giubileo e oggi ribattezzata la «cattedrale del deserto».


MEZZI VETUSTI E VIE DI FUGA - I mezzi della linea sono così vetusti che persino ripararli per Trenitalia ha un costo non indifferente: lo testimoniano le foto degli utenti postate sulla pagina Facebook del Comitato Pendolari Litoranea Nord, tra porte rotte e bloccate con lucchetto, con annesse preoccupazioni per eventuale mancanza di via di fuga, o cavi scoperti accanto ai sedili. Già tremano i pendolari della Fr5 che ora dovranno ri-accogliere gli alunni viaggianti, dopo aver condiviso i vecchi e caldi vagoni con i croceristi. Quasi inutile infatti il Frecciabianca a disposizione dei vacanzieri e tutti affollano i treni intercity: ovvio, visto che costano un terzo del super-treno.


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«ADDIO SOPPRESSIONI A RAFFICA?» – Se lo chiedono gli agonizzanti viaggiatori della Roma-Civita Castellana-Viterbo o Roma-Nord, dopo un’estate da bollino nero per numero di treni spariti sulla tratta. Tutta colpa (almeno sperano gli utenti) dei lavori in corso per la nuova stazione di Prima Porta, che hanno limitato su un unico binario il passaggio dei vagoni con ovvi ritardi e corse scomparse a centinaia dai tabelloni. L’Atac ha fatto sapere che da lunedì 3 settembre, entrambi i binari saranno attivi, dopo l’ok dell’Ustif, l'ente di sorveglianza ministeriale.


STAZIONI VIETATE AI DISABILI - L’intervento era quanto mai urgente visto che le stazioni della storica tratta sono impraticabili per i disabili: tre alti gradini separavano la banchina dai mezzi a Prima Porta. Resta ancora off limits per le carrozzine, il capolinea Flaminio, dove sono previsti ulteriori cantieri. Col nuovo orario invernale, in vigore sempre dal 3 settembre, i pendolari incrociano le dita e sperano che anche il materiale rotabile, scarso e decadente, possa essere investito da interventi da parte della Regione Lazio. E che magari scompaiano i ridicoli foglietti volanti, pure scritti a mano, con cui l’azienda comunicava ogni giorno il lungo elenco delle soppressioni.


LA LINEA DANNATA - Due guasti distinti nel giro di pochi mesi li avevano obbligati a una passeggiata di tre chilometri sui binari: sotto la neve il 4 febbraio e sotto il sole cocente del 3 luglio. Di disagi da terzo mondo i pendolari della Fr3 Roma-Cesano-Viterbo, ne sanno qualcosa. Come se non bastassero persino i frequenti furti di rame, i roghi estivi che hanno infiammato Monte Mario, una delle fermate della linea, hanno paralizzato pure la ferrovia in più occasioni. Non è il fuoco a spaventare gli utenti, però, piuttosto la quotidianità fatta di ritardi e caos. Al grido di «aridetece il capostazione», i pendolari della Roma-Viterbo denunciano una totale mancanza di avvisi all’utenza.


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ZERO INFORMAZIONE – «All’epoca di internet, questo è inaccettabile. – scrive Marco D., sulla pagina Facebook del Comitato Pendolari Fr3 - Sono stati cambiati i tabelloni segnalatori, che però funzionano tramite Gps, spesso non riescono a comunicare tra loro e quindi ‘sballano’. Così treni dati in arrivo, risultano cancellati già da tempo, confondendo l’utenza». Disservizi su cui è intervenuto lo stesso assessore ai Trasporti della Provincia di Viterbo, Franco Simeone: «Presto sarà approvato il Piano di bacino dei trasporti della Tuscia, redatto dal dipartimento Trasporti dell’università di Roma La Sapienza – ha annunciato –. Lo studio, che contiene anche tutte le criticità del territorio e spunti per il potenziamento delle linee ferroviarie, verrà inviato alla Regione Lazio».


CONTRO IL DECRETO DEL RE – E’ unanime il movimento «anti-censura» contro l’Atac. Sulle pagine Facebook dei comitati dei pendolari, sono decine i post che condannano o deridono i provvedimenti dell’azienda di trasporto, presi contro chi fotografa i disservizi delle varie linee. Appellarsi al Regio Decreto - il numero 1161 datato 11 luglio 1941 - in cui si proibiva di immortalare stazione e treni per evitare di diffondere segreti militari, ha scatenato la caccia alla foto, con i pendolari pronti a sfidare la legge anti-spionaggio. «#regiodecretonuntetemo», è diventato l'hashtag del tweet più in voga tra gli utenti della Roma-Lido (la disastrata e super-accaldata tratta che collega Ostia alla Capitale), lanciato come una moda dalle pagine di odisseaquotidiana.blogspot.it. Il Comitato Pendolari Roma Nord suggerisce persino un safari fotografico o un concorso, con appuntamenti in gruppo nelle stazioni, armati di macchinette e cellulari. A farsi denunciare. Tutti insieme appassionatamente. Si preannuncia un autunno caldo sui mezzi della Capitale.


Valeria Costantini


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