Quello che io non riesco a scrivere...

Pare la recensione al blog, in realtà è l'opinione del moderatore del forum Stradediferro, con cui ho iniziato a chiacchierare, sentite che dice: Se facile è criticare un po' più difficile è fare rifl...

17 aprile 2012 18:02
Quello che io non riesco a scrivere... -
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Pare la recensione al blog, in realtà è l'opinione del moderatore del forum Stradediferro, con cui ho iniziato a chiacchierare, sentite che dice: Se facile è criticare un po' più difficile è fare riflessioni volte ad apportare quei ragionevoli e possibili miglioramenti - Se la stampa nazionale inizia ad osservare e a riportare le varie rumours, vuol dire che si sta colpendo nel segno e la realtà non passa più inosservata - In questi tempi di crisi, più il servizio pubblico funziona, rendendo lo spostamento per lavoro un sacrificio entro livelli economici accettabili, meglio è per tutti.

Ah se avessi imparato a scrivere bene in italiano...


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Poco dopo aver postato, ho fatto un rapido giro su internet a cercare le caratteristiche della Roma - Lido, essendo una linea che per me, nome a parte, è totalmente sconosciuta


E' importante documentarsi per dare forza e sostegno alle proprie tesi.


Ed è sana anche un pizzico di ironia condita di sarcasmo, che spesso risulta più efficace di tante polemiche ripetute all'infinito sempre allo stesso modo, che alla lunga perdono di incisività.


Intendiamoci, i pendolari hanno ragione da vendere a lamentare i disservizi e, in alcuni casi, a inalberarsi (per usare un eufemismo) ma ... se facile è criticare (con lo stato delle ferrovie attuali, nazionali e locali, è quasi come sparare sulla Croce Rossa tali e tanti sono i disservizi), un po' più difficile è fare riflessioni volte ad apportare quei ragionevoli e possibili miglioramenti, iniziando prima di tutto a fare ascoltare le proprie ragioni, a mostrare la nuda realtà per quello che è per poi sperare di intavolare con chi di dovere riflessioni proficue.


ogni-maledetta-domenica2.jpg
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Del resto chi passa quotidianamente le proprie giornate su queste relazioni, ci investe una parte importante della propria vita, quindi alle volte un approccio più disincantato contribuisce a vivere più serenamente, in mancanza di alternative valide.


E purtroppo, spesso sono proprio le alternative a mancare. In città metropolitane come Roma, i mezzi ferroviari, ancorché fatiscenti, sono e restano i mezzi più regolari e sicuri per spostarsi da un punto all'altro, evitando di restare imbottigliati nel traffico.


Certo, ci si deve impegnare per offrire un servizio decente alle migliaia di persone che lo utilizzano, è questo l'obiettivo di tutti coloro che ne fruiscono, appassionati o meno, e a questo è bene che una critica e una sana e spassionata osservazione della realtà deve volgere.


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Corriere della Sera

E se la stampa nazionale inizia ad osservare e a riportare le varie rumours, più o meno disincantate, denunciatarie o ironiche dei viaggiatori, vuol dire che si sta colpendo nel segno e la realtà non passa più inosservata.


Concordo poi sul fatto che spesso la realtà, in questi casi, supera e intriga più della fantasia; nel caso specifico, "normalizzare" il mondo ferroviario riportandolo alla sua dimensione sociale al servizio e interesse di tutta la comunità, al di là dell'esserne diretti fruitori o meno, è la strada da percorrere, anche perché, come sta accadendo in molte parti d'Italia, è alto e prossimo il rischio di trovarci ferroviariamente più poveri, con il taglio dei servizi e la chiusura di molte infrastrutture.


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Buongiorno Regione

E se questo colpisce "sentimentalmente" l'appassionato legato a quel treno o a quella linea, a maggior ragione reca danno a quella comunità che vede in quel treno e in quel servizio un supporto essenziale nel compimento della sua giornata.


In questi tempi di crisi, più il servizio pubblico funziona, rendendo lo spostamento per lavoro un sacrificio entro livelli economici accettabili, meglio è per tutti.



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