Bici a Roma: sí, ma non sul trasporto pubblico
Roma costruisce piste ciclabili ma vieta bici e monopattini elettrici su Atac: una contraddizione che rischia di frenare la mobilità sostenibile.
Roma é a tutti gli effetti un Giano bifronte quando si parla di biciclette e monopattini: se da una parte le piste ciclabili stanno aumentando, dall'altra esistono ancora divieti ed editti bulgari che vietano l'intermodalitá, bloccando lo sviluppo della mobilitá sostenibile.
L'incremento delle piste ciclabili
Sebbene i dati non siano pienamente contabilizzati, a Roma tra il 2017 e il 2024 sono stati realizzati 85,1 km di nuovi tracciati, portando la rete cittadina da 243 a 328,1 km.
Un'importante azione svolta durante questa consiliatura ha riguardato il "rammendo" delle piste ciclabili esistenti, con piccoli increnti chilometrici che peró cambiano il paradigma di fruizione delle infrastrutture che prima erano sottoutilizzate.
A culmine di questo approccio é proprio il GRAB, il costruendo Grande Raccordo Anulare delle Bici che metterá a sistema ben 54 km di itinerari in massima parte esistenti.
Non mancano anche ciclabili "spettacolari" come la Monte Ciocci-Monte Mario realizzata su un tracciato ferroviario dimesso e divenuta simbolo di un turismo sostenibile.
Il rovescio della medaglia, bloccati tutti i mezzi elettrici sulla rete Atac
E se da una parte questa amministrazione sembra incentivare l'uso delle bici, dall'altra parte é proprio sotto Gualtieri che Atac ha vietato l'accesso alla rete di trasporto pubblico a bici elettriche e monopattini dopo il bus andato in fumo a piazza dei Cardinali.
Atac ha motivato la propria scelta, avvenuta dopo il bus in fiamme sul quale era bruciato un monopattino, considerando i mezzi elettrici come "merce pericolosa" e quindi impossibilitata ad accedere a luoghi potenzialmente a rischio come stazioni, tram e autobus.
Il bike parking solo per gli abbonati
Un altro flop, sempre collegato all'intermodalitá dei trasporti, é rappresentato dai bike-parking che sono stati sparsi a pioggia sulle stazioni della metropolitana.
In queste strutture teoricamente gli utenti dovrebbero lasciare i propri mezzi al sicuro. Peccato che oltre al divieto dei mezzi elettrici, giá spiegato, questi box siano accessibili sono ai possessori di abbonamento del trasporto pubblico.
Questo disincentiva enormemente tutte le persone potenzialmente interessate al servizio, che dovrebbero "provare" al minimo un mese di abbonamento al TPL.
Le bici elettriche sono veramente "pericolose"?
Purtroppo la mancanza di un quadro normativo certo e aggiornato rispetto a questi "nuovi mezzi" lascia ampi margini d'interpretazione ai singoli gestori.
Da una parte Atac ha seguito l'approccio piú conservativo, dall'altra Trenitalia - che peraltro serve anche Roma con le proprie linee regionali - incentiva l'uso di bici e monopattini elettrici, anche attraverso i treni di nuova generazione dotati di apposite prese di ricarica.
L'effettiva pericolositá delle batterie ci appare del tutto opinabile, visto e considerato che anche gli stessi autobus stanno diventando elettrici e che ogni giorni circolano sul trasporto pubblico cellulari, tablet e laptop dotati delle stesse batterie al litio.
SalvaICiclisti Roma protesta: "per chi stiamo costruendo le ciclabili?"
In un post, l'associazione SalvaICiclisti Roma ha chiamato in causa proprio questa ambiguitá dell'amministrazione capitolina.
Facciamo ciclabili, ma limitiamo chi usa bici e monopattino per andare al lavoro.
Per chi le stiamo costruendo? Per il tempo libero e il cicloturismo?
O anche per chi ogni giorno prende metro e autobus e usa una bici o un monopattino per completare l’ultimo tratto?
L’intermodalità dovrebbe servire proprio a questo: combinare diversi mezzi per rendere gli spostamenti quotidiani più semplici, veloci e sostenibili.
Limitare il trasporto dei piccoli mezzi elettrici significa penalizzare chi ha scelto di lasciare l’auto a casa.[...]
La domanda non è se servano regole. Servono.
La domanda è: stiamo costruendo una mobilità sostenibile pensata per la vita reale o solo per funzionare sulla carta?
Se vogliamo davvero ridurre l’uso dell’auto, dobbiamo offrire alternative concrete.
Invece di aggiungere divieti, iniziamo a costruire connessioni.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24