Da Metro C a Gabii: il viaggio nel tempo che parte dalla periferia di Roma

C'è un viaggio che parte dalla metro C e, in poco più di mezz'ora, porta dalla Roma contemporanea a una città antica di oltre duemila anni.

20 settembre 2026 15:01
Da Metro C a Gabii: il viaggio nel tempo che parte dalla periferia di Roma -
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La destinazione è Gabii, uno dei più importanti centri dell'antico Latium vetus, lungo il tracciato della via Prenestina. Oggi l'area archeologica si trova nel territorio di Roma, a circa 20 chilometri dal centro della città, immersa nel paesaggio della campagna romana.

E dal 2026 arrivarci con il trasporto pubblico è diventato più semplice.

La metro C porta fino a Gabii

Il primo pezzo del viaggio è quello più conosciuto: la metro C.

La stazione di Finocchio è stata rinominata “Finocchio – antica città di Gabii”, proprio perché è la stazione della rete su ferro più vicina all'area archeologica. Da qui, e dal capolinea di Pantano, sono state organizzate corse speciali della linea 052 dirette verso Gabii.

È un dettaglio apparentemente piccolo, ma racconta bene il rapporto fra la rete del trasporto pubblico e il territorio.

La metro C non serve soltanto chi deve raggiungere il centro di Roma: arrivando fino a Pantano attraversa un territorio nel quale la città contemporanea convive con una storia molto più antica.

Da Pantano a Gabii con la 052D

Il collegamento dedicato è effettuato dalla 052D, con capolinea alla stazione Pantano della metro C.

Nelle giornate di apertura del Parco sono previste corse Pantano–Gabii–Pantano. Per la prossima apertura, in calendario domenica 4 ottobre, il collegamento sarà quindi utilizzabile per raggiungere l'area archeologica senza dover utilizzare l'automobile.

Il percorso attraversa via Casilina, via di Rocca Cencia e la via Prenestina Nuova prima di raggiungere l'area archeologica.

Dalla stazione di Pantano il bus impiega circa mezz'ora per arrivare alla fermata all'ingresso di Gabii.

È, in pratica, un piccolo itinerario intermodale:

Metro C → Pantano → 052D → Gabii

E proprio questa combinazione rende la visita particolarmente interessante dal punto di vista della mobilità e tutto al costo di un biglietto.

Abbiamo raccolto in una guida digitale la storia di Gabii, le mappe, le cronologie, le informazioni archeologiche e il rapporto con la mobilità contemporanea: Gabii. La città che torna alla luce.

Ma cosa c'è davvero a Gabii?

Gabii non è semplicemente un insieme di rovine sparse nella campagna.

L'antica città si trovava al XII miglio della via Prenestina antica, sul margine meridionale del cratere vulcanico occupato fino alla fine dell'Ottocento dal lago di Castiglione.

Era uno dei grandi centri del Latium vetus, insieme a realtà come Tibur e Praeneste, e aveva un ruolo importante nel controllo dei collegamenti fra la valle dell'Aniene, le valli del Sacco e del Liri e il territorio dell'Italia centrale.

In altre parole, Gabii non era una località marginale. Era una città.

Una città che ha avuto una storia parallela a quella di Roma

La storia di Gabii è particolarmente interessante perché si sviluppa nello stesso mondo nel quale sarebbe cresciuta Roma.

Il rapporto fra le due città compare anche nella tradizione romana e Gabii viene citata nelle vicende della monarchia romana.

Ma oggi la parte più interessante non è soltanto quella raccontata dalle fonti antiche.

È ciò che gli archeologi stanno ancora riportando alla luce.

Gran parte dell'antico abitato è rimasta infatti conservata sotto il terreno. L'area non è stata ricoperta dalla crescita urbana moderna e questo ha permesso di mantenere leggibili ampie porzioni dell'antica città. Il settore acquisito al demanio e destinato al parco archeologico comprende circa 70 ettari.

È difficile trovare un'altra situazione simile così vicino a Roma.

Sotto i campi c'è la pianta di una città

Le ricerche archeologiche hanno permesso di ricostruire strade, isolati, edifici, aree pubbliche e luoghi di culto.

Il Gabii Project ha inoltre utilizzato indagini geofisiche per studiare l'organizzazione dell'abitato prima e insieme agli scavi archeologici.

Questo significa che, osservando oggi il paesaggio agricolo, non è immediatamente evidente ciò che si trova sotto il terreno. Ma la città è ancora lì.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della visita: la Gabii che vediamo oggi è soltanto una parte di ciò che esiste sotto la superficie.

E gli scavi non sono finiti

Gabii non è soltanto una storia già scritta, le ricerche archeologiche continuano.

Una delle scoperte più interessanti delle campagne recenti riguarda un complesso monumentale lungo l'incrocio fra la via Gabina e la via Prenestina, nel quale è stata individuata una grande vasca realizzata in lapis gabinus, una pietra locale. Il complesso è stato datato alla metà del III secolo a.C. e la sua funzione è oggetto di studio.

È quindi possibile visitare Gabii non soltanto per vedere ciò che è stato già ricostruito, ma per entrare in un sito nel quale la ricerca archeologica è ancora in corso.

Quando si può visitare Gabii?

Il calendario 2026 prevede ancora alcune aperture straordinarie.

La prossima è domenica 4 ottobre.

Sono inoltre previste aperture il 1° novembre e il 6 dicembre. Il Ministero della Cultura indica queste giornate come aperture straordinarie gratuite e senza prenotazione.

Prima di partire è comunque consigliabile controllare gli eventuali aggiornamenti del Parco archeologico e di Roma Mobilità.

Un itinerario diverso dal solito

Il bello di questo percorso è che non richiede necessariamente di pensare a Gabii come a una gita fuori Roma.

Si può partire dalla rete urbana.

  • Metro C fino a Pantano.

  • Poi 052D fino all'area archeologica.

  • E infine si entra in una città che apparteneva al paesaggio del Lazio prima che Roma diventasse la grande metropoli che conosciamo oggi.

È un modo diverso di guardare alla periferia romana.

Non soltanto come luogo di passaggio, ma come uno dei territori nei quali è ancora possibile leggere la storia più antica di Roma.

Abbiamo raccontato Gabii in una guida

Per chi vuole approfondire questa storia, Odissea Quotidiana ha realizzato “Gabii. La città che torna alla luce”, una guida digitale dedicata all'antica città.

Abbiamo raccolto mappe, cronologie, informazioni archeologiche, dati del Gabii Project e il rapporto fra il sito e i nuovi collegamenti del trasporto pubblico.

L'idea è semplice: non limitarsi a raccontare Gabii, ma fornire gli strumenti per capire dove ci troviamo, che cosa stiamo guardando e perché questa città è importante per la storia del territorio romano.

La guida ha un prezzo minimo di 4,99 euro e il ricavato contribuisce direttamente al lavoro indipendente di Odissea Quotidiana.

Scopri “Gabii. La città che torna alla luce” su Ko-fi

Da Roma a Gabii

Forse la cosa più curiosa di questo viaggio è proprio la sua semplicità.

Una Metro.

Un autobus.

E una città antica.

A volte per scoprire un pezzo della storia di Roma non serve andare lontano.

Basta seguire la metro C fino alla fine della linea.

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