Mastercard: «In metrò con la carta a sfioro già un viaggiatore su cinque»


Gilberto Caldart gira il mondo senza portafoglio. È a capo dei mercati internazionali di Mastercard (president International markets) e tiene nel taschino solo la carta di credito, con cui fa tutto



«Mi basta questa per vivere, cenare al ristorante, fare la spesa, acquistare biglietti aerei, pernottamenti in hotel e ora anche l’ingresso alla metropolitana di Roma». 

In qualche maniera la carta di pagamento è diventata anche un sistema di riconoscimento a tutti gli effetti. Abbiamo incontrato Caldart (laurea all’Harvard Business School e Mba alla Duke University) durante un suo breve soggiorno a Roma, negli uffici Mastercard con affaccio su Piazza del Popolo.

L’avvio nella Capitale

Grazie a una collaborazione con Atac,dal 19 settembre si può viaggiare sul metro della Capitale (entro la fine dell’anno tutti i varchi delle stazioni di metro A, B/B1, C e delle ferrovie Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Centocelle saranno dotati di lettori di carta contactless, dice il sito dell’Atac) semplicemente strisciando la carta di credito e debito contactless sui tornelli: non serve più il biglietto cartaceo. 


Tap & Go - Come funziona
Video guida
Per accedere ai binari basta usare, a sfioro, le carte di pagamento: del circuito Mastercard, che con Visa è già stata pioniera nell’offrire il servizio a Milano con Atm; ma vanno bene anche le carte American Express, Maestro e VPay. «Il sistema funziona con qualsiasi tipo di carta, anche su dispositivi abilitati al pagamento Nfc come smartphone e smartwatch e senza pagare commissioni aggiuntive». 

A Milano, dove si può già entrare in metropolitana sfiorando il Pos con carta o lo smartphone, un biglietto su cinque è già contactless: quasi un milione gli utenti che nei primi 12 mesi dopo il lancio hanno «timbrato» così. A Londra, sono tre su cinque. 

«Seguiranno altre città, ma a Roma la carta di pagamento è l’ideale — dice Caldart —: fa defluire il flusso dei turisti, evitando le code».

Le statistiche

In metropolitana in tutta Italia il 20% dei viaggiatori paga contactless, l’anno scorso era il 5% (+300% in un anno per 8 milioni di viaggi effettuati). L’obiettivo, dice il manager, è «semplificare il viaggio. 

Il sistema elettronico è veloce, economico e sicuro». 

Se da una parte con la moneta digitale la vita si facilita, dall’altra va infatti limitato il rischio di frodi. In base anche a quanto chiede la direttiva Ue sui pagamenti digitali (Psd2), per aumentare la sicurezza dei pagamenti online sono necessari nuovi sistemi in grado di accertare meglio l’identità dei titolari delle carte. «Con 43 miliardi di transazioni ogni secondo, per noi la sicurezza è tutto — prosegue Caldart. 

Grazie a intelligenza artificiale, machine learning e analisi predittive siamo in grado di capire se ad abilitare la carta è il reale possessore o se si è intrufolato qualcuno».

La sicurezza

La multinazionale collabora con la startup NuData, specializzata in biometria comportamentale, proprio per verificare la reale identità di chi sta utilizzando un dispositivo. 

Si analizza il modo in cui una persona usa lo smartphone, o altri dispositivi connessi, sulla base dei dati provenienti dai vari sensori, come l’accelerometro. 

«Questi dati sono in grado di interpretare se e quanto è inclinato il dispositivo, il timbro della voce, il modo di battitura delle lettere su tastiera, l’andatura e lo stile della scrittura», dice Caldart. 

Dati importanti, perché possono rivelare se l’utente cammina in maniera inusuale, quanti passi compie mediamente in un minuto e quale piede appoggia per primo o se digita sulla tastiera in modo diverso dal solito.

Le fintech

Elementi che indicano se a usare il telefono non è un legittimo proprietario. Oggi sui nostri comportamenti è possibile sapere davvero tutto: il dispositivo usato, il sistema operativo, le app scaricate o le reti wi-fi a cui si si collega. 

«Collaboriamo con due fintech britanniche Revolut (una prepagata che consente anche il trading, ndr.), Monzo (una banca digitale che permette di aprire un conto corrente online tramite lo smartphone, ndr.) e la tedesca N26», una delle 10 fintech più valutate al mondo (oltre 3,5 miliardi di dollari). 

Mastercard sta poi testando i sistemi di blockchain che riducono gli attacchi informatici.

Da Corriere della Sera





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