Manco le rastrelliere...

Ciclo-pendolari sulla Roma-Lido. A Porta San Paolo c'è un'impietosa catasta di ferri arrugginiti, per non parlare del cartello "è vietato lo stazionamento notturno" (ma allora a che servono?), che in altre stazioni invece non solo è permesso, ma incentivato. Ma allora non è solo una questione di soldi e investimenti è una questione di metodo di lavoro, che sulla Lido pare sempre più a cazzo di cane.




Di Matteo per OdisseaQuotidiana

Biciclette e treno Roma-lido. Ci sarebbe un mondo da scrivere, ma ci limiteremo a un approfondimento sulla rastrelliera della stazione di Porta San Paolo. La stazione è il capolinea di una linea utilizzata da oltre 40.000 passeggeri giornalieri - si stima che i viaggi siano 90.000 - e, per questo, rappresenta uno snodo importante per i pendolari che vogliono muoversi per il centro con le due ruote. 

Un po' di numeri tanto per inquadrare la questione:

  • 10 stalli fissi per il parcheggio delle biciclette (20 posti teorici);
  • 35/38 biciclette (o resti di biciclette) legate agli stalli nelle ore di punta (ore notturne);
  • 15 biciclette in stato di evidente abbandono e altre 5/6 apparentemente inutilizzate.



I numeri parlano da soli: una corretta gestione dello spazio, con una rimozione periodica dei mezzi abbandonati o inutilizzati, libererebbe i posti necessari per un utilizzo comodo degli stalli da parte dei ciclisti urbani della Roma-lido.

Ma non è tutto: se si alza lo sguardo dall'impietosa catasta di ferri arrugginiti, ci si imbatte in tre (ben tre!) curiosi cartelli con una incomprensibile scritta in rosso: "è vietato lo stazionamento notturno" che renderebbe di fatto gli stalli utilizzabili solo da esseri mitologici che abitano al centro di Roma e lavorano a Ostia.


Basta così? No, la storia prosegue, perché a questo punto viene la curiosità di controllare se il solerte manager che si è attivato per l'affissione dei tre cartelli si sia proattivamente impegnato per affiggerne altrettanti sui muri antistanti le altre rastrelliere presenti nelle stazioni della Roma-lido. 

E qui viene il bello: a Stella Polare ecco un cartello meno evidente ma molto dettagliato in cui Atac si premura di riportare uno stralcio delle "Condizioni Generali di Trasporto" di Atac in cui è precisato che presso le rastrelliere delle stazioni "la sosta è consentita anche durante l'intervallo di sospensione del servizio viaggiatori", tradotto dal burocratese: "le bici possono essere lasciate anche la notte". 

Perché? Ogni stazione ragiona autonomamente? Il regolamento è dinamico? O, più probabilmente, la pianificazione, la regolamentazione e la conseguente gestione degli spazi sono lasciate all'iniziativa del singolo che prova a barcamenarsi con iniziative "spot" non coordinate tra loro? 

Resterà un mistero. Quel che è certa è la conseguenza di tutto ciò: sistematica disapplicazione delle regole, pessima gestione degli spazi e livelli di servizio imbarazzanti. Questo fatto è l'ennesima dimostrazione che non è solo una questione di soldi e investimenti (la rimozione delle biciclette è a costo zero!): è una questione di metodo di lavoro ed è proprio il metodo, il celeberrimo "Roma-lido style", che ci consente di primeggiare nelle classifiche della schifezza. Grazie Regione Lazio, grazie Atac

Commenti

Fulvio ha detto…
Se il capo dell'ATAC avesse solo un cinquantesimo delle capacità di Matteo, avremmo un servizio alla giapponese sulla Roma-Lido.

A proposito di frazioni, se facciamo 20 (gli stalli per le bici) diviso 40.000 (i passeggeri al giorno) otteniamo 0.0005;
il posto bici è riservato allo 0.05 percento dei passeggeri. Esclusività per l'Elite

Fulvio